Se nessuno controlla i lavori in corso, lo facciamo noi. L’hanno pensata così i residenti di via Cupa Scoppa che, poco soddisfatti dei lavori destinati a cambiare il volto dell’arteria in cui vivono, nota per essere diventata una discarica a cielo aperto, si sono trasformati in tecnici per controllare che l’opera venisse eseguita a regola d’arte.

Così, armati di carta e penna, hanno stilato un elenco di tutte le “anomalie” presenti nei lavori già realizzati consegnando al sindaco Ciaramella la nota accompagnata da una petizione in cui hanno chiesto l’intervento immediato del primo cittadino. Risultato: lavori sospesi e ditta sotto osservazione per una valutazione di quanto già fatto e di quello da fare. “Non era possibile non vedere” dice Carmine Pisciottaro, firmatario della petizione, spiegando le ragioni dei residenti. “Così, dato che non avevano avuto successo le proteste verbali, espresse sia agli addetti ai lavori che ai consiglieri abitanti in zona, abbiamo fatto da soli, segnalando tutte quelle che, a nostro parere, sono delle evidenti irregolarità”. Quali? L’elenco è lungo. Va dal riutilizzo di caditoie vecchie e arrugginite per dotare la strada di fogne, al calcolo errato delle pendenze cosicché fin dalle prime piogge autunnali si sono formate pozzanghere simili a laghi. lì dove Cupa Scoppa incontra via Tasso, ai tombini sopraslivellati rispetto al piano stradale cosicché creano “dossi” fastidiosi e pericolosi per autovetture e pedoni “Ma –riprende Pisciottaro- l’errore più grave l’abbiamo trovato nei marciapiedi. Sono stati fatti senza criterio, alti come sono si e no mezzo centimetro, praticamente non esistono ma sono in continuazione con il piano stradale”. “Ci si accorge del marciapiede –aggiunge- solo per c’è la differenza di pavimentazione adottata tra strada che è in asfalto e il cosiddetto marciapiede che è stato fatto con mattonelle. Di conseguenza anche camminando su questa specie di marciapiede si rischia di essere messi sotto dalle automobili in transito dato che la strada è molto stretta”. “Ma non è tutto perché –conclude Pisciottaro- grazie al sistema fognario carente e all’inesistente dislivello fra strada e marciapiede in quei giorni, pochi fino ad oggi, in cui è caduta la pioggia, l’acqua è penetrata nelle abitazioni che aprono sul marciapiede. Un cosa a dir poco incresciosa di cui qualcuno dovrà rispondere”.

ANTONIO ARDUINO