La Chiesa è santa ma è composta anche da peccatori, lo ha detto Benedetto XVI che senza mezzi termini ha fatto riferimento a quei sacerdoti che, compiendo atti di pedofilia, hanno infangato la Chiesa cattolica. Prima del pontefice, nei giorni scorsi sulla questione, è intervenuto anche il cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero che, attraverso un’ intervista allOsservatore Romano,
ha posto la questione. «Ci sono sempre stati problemi tra i preti – osserva Hummes – perchè siamo tutti peccatori, però in questo tempo sono stati segnalati fatti veramente molto gravi. Ovviamente – aggiunge Hummes – si deve sempre ricordare che solo una minima parte del clero è coinvolta in situazioni gravi, neppure luno per cento ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale. La stragrande maggioranza non ha nulla a che vedere con fatti di questo genere. Ma tutti i sacerdoti hanno comunque bisogno di aiuto spirituale per continuare a vivere la propria vocazione e la propria missione nel mondo di oggi. La Chiesa, poi, ha sempre pregato per la riparazione dei peccati di tutti. E questa, ad esempio, una delle caratteristiche della tradizionale devozione al sacro cuore di Gesù». Già lo scorso anno, padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, alla presenza di Benedetto XVI, aveva proposto un giorno di digiuno e penitenza per chiedere perdono per gli abusi sessuali di cui si sono resi responsabili dei sacerdoti. La questione non può non riguardare anche la Diocesi di Aversa, lo scorso mese i Carabinieri hanno arrestato don Marco Cerullo, vice parroco di Villa Literno che esercitava il suo ministero nella parrocchia dell’Assunta a Casal di Principe. Il religioso è accusato di aver abusato di un ragazzino undicenne. In merito a questa vicenda la Diocesi di Aversa, retta dall’Arcivescovo Mario Milano, non si è mai espressa.
sa.pi.