Correva lanno 1998; tutto taceva allepoca, ovvero, qualcosa iniziava a muoversi ed a delineare un po quello che oggi è lo spettro della malapolitica e diciamola tutta italiana, che ha prodotto il disastro di questi giorni in Campania! Spicca la figura di unindustriale napoletano, il Signor Tizio; i suoi affari si svolgevano in giro per lItalia e anche nel mondo, il nuovo mondo, le Americhe, più precisamente il Centro America.
Lidea era nata attraverso i suoi contatti con alcuni ingegneri del Centro-Nord Italia, sullasse Ferrara Gallicano (Lucca) dove si trova un impianto Cdr che avrebbe probabilmente potuto alleviare e caso mai evitare i nostri dolori, perché dolorosa è la situazione dei rifiuti. La struttura lavorava e lavora tutt oggi, la frazione secca dei rifiuti solidi urbani non recuperabili, attraverso fasi di triturazione, selezione, essiccazione e pressatura, producendo sotto forma di bricchetta, un combustibile alternativo, da poter incendiare anche nei nostri comuni caminetti casalinghi e impianti di riscaldamento. Inoltre con laggiunta di un ulteriore macchinario allimpianto, era ed è possibile produrre ogni tipo di energia da poter paradossalmente vendere ai grandi colossi di fornitura energetica; si sarebbe campato di rendita nel giuglianese e non solo! Lindustriale campano, decide di investire nel progetto, un miliardo di lire; laffare era costruttivo, vuoi per fini propri, vuoi anche perché era un progetto salutare. Il brevetto, fu analizzato ai fini della scienza chimica, dalla fondazione Coppetec, un centro dii ricerca di Rio de Janeiro. Il responso dei ricercatori fu memorabile, in quanto il rifiuto urbano, attraverso un processo chimico al quale era sottoposto, veniva sterilizzato in forni ad una temperatura di circa mille gradi centigradi, altro che munnezza! Il tutto era pronto, c’erano banche interessate a sostenere il progetto, bisognava solo partire. Lo spirito patriottico, portò il nostro imprenditore a proporre il progetto, alla nostra giunta comunale e quindi allallora sindaco, che indirizzò e disorientò laitante investitore, proiettandolo verso il presidente del consorzio ambientale (era il 1999). Le risposte che gli furono date da questultimo , dopo innumerevoli tentativi di contatto furono, Le faremo sapere al più presto! Passarono i mesi ma nulla, tutto taceva; il Signor Tizio, quasi spazientito, però non la voleva mollare, i quanto i numeri della logica e del buon senso cerano tutti; limpianto sarebbe calzato a pennello per Giugliano e lo si sarebbe potuto tenere anche sotto casa, non avrebbe inquinato. Allora la sua intraprendenza, lo portò a scomodare il sindaco di Giugliano; Visto che passo inosservato al consorzio ambientale disse tra sé e sé limprenditore! Non gli fu data nessuna risposta concreta, fu maleducatamente deriso, lasciato in un attesa senza tempo, per ricevere un no che era già stato sentenziato! Il motivo era unico e solo e la risposta datagli dal sindaco fu la seguente: Signor Tizio, io non posso dirvi niente, qui quello che comanda è Don Antonio! Ma chi sarà mai??
Giulia Ciccarelli
Nella foto i brichetti