Domani nel recarmi a scuola so già che dovrò superare un mare di ostacoli …o meglio , rifiuti : decine e decine di sacchetti , uno sopra l’altro a mo’ di piramide che ostruiscono quasi completamente l’ingresso del mio parco , ormai diventato uno sversatoio per quanti – e sono in tanti – trovandosi a transitare automuniti e non – preferiscono depositare qui l’immondizia anzichè lasciarla presso le loro civili abitazioni(molto delicati ed altruisti!).

Sarà un’impresa trovare un piccolissimo varco , o potrei , macchine permettendo , attraversare la strada per raggiungere il marciapiede di fronte e proseguire , speriamo senza ulteriori ostacoli-sacchetti , ma fino a domani non lo saprò – fino all’edificio scolastico , per fortuna poco distante da casa mia. In classe, come è già avvenuto, forse i miei scolari si lamenteranno del cattivo odore dei rifiuti che giacciono ormai da settimane in strada, c’è chi avrà la nausea e chiederà di tornare a casa, io potrei adoperare lo spray ‘aria pulita’ per ambienti che mi ha fornito la rappresentante dei genitori, ma non è una soluzione e poi potrebbe causare mal di testa o dar fastidio al naso…Intanto, se i bambini non entrano a scuola perdono ore di lezione e potrebbero aggirarsi tra le colorate immondizie presenti nei dintorni. Dobbiamo perciò cercare di resistere e di fronteggiare l’emergenza …e noi insegnanti stiamo sensibilizzando le scolaresche affinchè siano informate di semplici ma opportuni accorgimenti per ridurre il consumo dei prodotti in plastica (evitando gli usa e getta) ridurre il volume dei sacchetti (accartocciando bottiglie di plastica o gli ingombranti scatoli prima di gettarli via), ridurre il rischio di infezioni (lavando spesso le mani, calzando pantofole al rientro in casa, facendo attenzione allo strato di melma che appare sul suolo in seguito alla rimozione dei rifiuti e soprattutto dopo la pioggia , evitando perciò di indossare gonne e pantaloni eccessivamente lunghi e così via…)La situazione , ci dicono , è sotto controllo e sui cumuli di rifiuti è stata versata della calce per l’assorbimento dei liquidi infetti. Ma quanto dovremo ancora attendere per la rimozione totale della spazzatura e la capillare pulizia del nostro territorio? Quando finirà questa brutta stagione della nostra vita e potremo tornare a respirare nuovamente?

Maria Rosaria Longobardi