Evidentemente nel Partito dei Comunisti Italiani è vietato dissentire, ed è già pronta la punizione per Francesco Turgliatto, il senatore che pur eletto nel Pdci ha iniziato a votare contro il governo Prodi uscendo dal partito. Il parlamentare, che adesso appartiene a Sinistra Critica, lavora alla Regione Piemonte, dove dopo il mandato parlamentare è atteso minacciosamente dal consigliere regionale del suo ex partito Luca Robotti, il quale ha dichiarato:
Quando Franco Turigliatto tornerà a lavorare lo vesserò tutti giorni. Io personalmente gli ricorderò che è un cretino. Una vera contraddizione per un partito che dice di tutelare i lavoratori, vessarne uno per il voto che ha espresso in parlamento significa essere al di fuori della democrazia. Per adesso i vertici del partito non hanno preso le distanze dalle gravi affermazioni, in silenzio sono rimasti anche gli altri partiti, un segno del clima intimidatorio che si sta venendo a creare contro chi esprime liberamente la propria posizione. Eppure si tratta di un parlamentare minacciato deliberatamente per il voto che ha espresso in parlamento, si tratta di un episodio che evoca ben altri tempi. Recentemente questo partito è salito alla ribalta delle cronache per la sua intenzione di tradurre in italiano Granma (il giornale del regime dittatoriale cubano, capeggiato da Fidel Castro) per distribuirlo in allegato a Rinascita, lorgano ufficiale del Pdci che viene stampato e diffuso in Italia grazie ai contributi pubblici.
Salvatore Pizzo