In merito allintenzione di Trenitalia di eliminare i treni a lunga percorrenza che collegano lItalia da Nord a Sud, ha preso posizione anche Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia. Pratesi ha inviato una lettera al Corriere della Sera in cui dice: Non riesco a comprendere come si possano conciliare gli impegni per la lotta al riscaldamento globale con il progressivo ed inarrestabile smantellamento delle ferrovie,
il mezzo di trasporto meno erbivoro, meno inquinante, meno invadente nei confronti del territorio è più vicino alle esigenze di spostamento delle classi meno abbienti. Il taglio, dal 1970 ad oggi, di ben 4600 chilometri di strade ferrate, la soppressione di treni, soprattutto nel Mezzogiorno (per la Calabria saranno aboliti sei treni, due Eurostar e quattro Intercity), lo stato miserevole di carrozze e vagoni nelle tratte minori e i cronici ritardi fanno pensare ad un deliberato progetto. Sospetto avvalorato dallannuncio da parte dei vertici delle Ferrovie della prossima andata in pensione dei treni notturni e di quelli a lunghissima percorrenza. Diverrà cos impossibile mettersi a letto la sera a Roma e trovarsi la mattina dopo al centro di Milano, Torino, Basilea o Vienna. Una famiglia di operai milanesi che voglia andare a Reggio Calabria a Bari sarà costretta a prendere lauto o laereo. Luso crescente degli aerei low cost, oltre a non tener conto degli inquinamenti, degli impegni contro il riscaldamento globale e della crescente scarsità di petrolio, provocherà laumento del numero degli aeroporti e delle arterie di collegamento, con gravi danni per il paesaggio e il territorio. Il fatto che alcune tratte non siano redditizie, non dovrebbe servire da pretesto. Anche scuola, ospedali, polizia non danno reddito ma non per questo si pena si abolirli.