Ancora una volta dall’Emilia arriva una lezione che dovrebbe essere un esempio per chi opera dalle nostre parti: le produzioni e i marchi delle eccellenze agroalimentari devono avere un legame con il territorio, cosa che spesso non avviene per i nostri prodotti. Tra qualche settimana, a Parma, ci sarà l’assemblea degli azionisti Parmalat,

ecco cosa dichiara Fabio Massimo Cantarelli, presidente del Consorzio Agrario di Parma, unico alfiere della parmigianità della multinazionale del latte: ”L’assemblea di aprile ripropone ancora una volta un tema importante, quello del legame fra il toponimo Parma, inteso come eccellenza alimentare di un territorio ed una marca. Ma se i gruppi di controllo non sono di Parma, se non c’è un amministratore parmigiano, se a Collechio non c’è un dirigente di vertice di Parma -affonda Cantarelli- cosa resta della parmigianità del logo Parmalat che implica inevitabilmente un legame percepito con un rinomato territorio?”. Una questione simile dalle nostre parti riguarda la Mozzarella, dov’è il toponimo Aversa?

Nella foto Fabio Massimo Cantarelli

Di sal.pi.