La manovra speculativa di danneggiare la nostra Mozzarella è stata sventata, i paesi asiatici che hanno contribuito a diffondere lingiustificato allarmismo, evidentemente sono stati mossi da altri motivi, fare pressing sullItalia per questioni economiche, usando larma di danneggiare limmagine dei nostri prodotti deccellenza. Nessun ha mai mosso questioni relative ai prodotti di altri paesi europei,
che producono alimenti con quantità di diossina superiori ai limiti, grazie a delle specifiche deroghe, è il caso di qualche marca di salmone, ma mai nessuno ha detto niente, hanno colpito solo il nostro Oro Bianco che è puro. Intanto la Coldiretti ha fatto sapere che sono due milioni le tonnellate di falsa mozzarella made in Italy, prodotta nel mondo che rischia di sostituire sul mercato quella originale. L’allarmismo sulla produzione italiana favorisce le imitazioni straniere, specie in Australia e Usa i paesi dove si realizzano le maggiori quantità di mozzarelle contraffatte. In tutta questa polemica artificiosa, in merito alla quale hanno marciato anche alcuni paesi europei, il nome di Aversa è scomparso, come al solito i nostri produttori non sono stati capaci di difendere la denominazione Aversana. A ricordare pubblicamente che Aversa è la patria della Mozzarella di Bufala ci ha pensato solo Caterina Balivo, che ha difeso a spada tratta la regina dei formaggi. Solo il toponimo di Caserta, città dove non ci sono caseifici, è stato divulgato. Del resto cosa ci si può aspettare, se lorgano di stampa di quella provincia qualche tempo fa ha dato spazio ad una discutibile iniziativa, insegnare ai cinesi come si produce la Mozzarella di Bufala, un segno di come ci vogliono bene quei casertani. In questi giorni drammatici anche qualche grosso produttore ne ha detto qualcuna di troppo (il caseificio Francia al Corriere della Sera): iniziare a produrla con latte tedesco. Se intenzioni come queste si sommano a chi pretende di produrre la Mozzarella di Bufala Campana fuori dalla Campania, la catastrofe diventa impossibile da evitare. Salvatore Pizzo