Vivere nelle periferie della città normanna è come vivere nel Bronx. Disoccupazione, precariato danno vita ad un modo di vivere che ha dell’inverosimile. Le periferie, punto primario dei programmi politici, continuano ad essere soltanto terreno per accaparrarsi voti in cambio di promesse. E passata l’ondata delle elezioni, e lo sconforto ed il degrado più profondo sono tornati ad essere gli unici compagni di viaggio della gente delle palazzine.

La mancanza dei beni primari facilitano la microcriminalità: droga, prostituzione ed usura, sono gli esempi di vita che quotidianamente vengono offerti a bambini e i ragazzi che vivono nelle periferie di Aversa sud. L’omertà la fa da padrone. Le istituzioni politiche e giudiziarie sembrano non rendersi conto delle cause che costringono tanti giovani a delinquere, forse perché presi da crimini ben più gravi che hanno un effetto mediatico più rilevante. Sono numerose le famiglie aiutate dal volontariato, ma non basta. Le case popolari di via Filippo Saporito, via San Lorenzo, Piazza della Concordia, Piazza Giovanni XXIII, via Papa Luciani sono una vera fucine di microcriminalità quindi, non c’è da stupirsi se da quelle parti possano esserci ragazzini, che con una sciarpa in viso ed armato di pistola compie una rapina, o un bambini di 7 anni usati come corrieri di dosi, vittime innocenti di genitori cresciuti in un ambiente senza valori, dove l’imperativo è sbarcare il lunario ad ogni costo. Soltanto perchè chi dovrebbe occuparsi di loro è troppo preso da altro. Tutto ciò avviene mentre dall’altra parte di Aversa, ci sono ragazzi che entrano nei negozi e comprano scarpe e vestiti di lusso, nelle palazzine c’è chi letteralmente non riesce a mettere un piatto a tavola. A queste persone non resta che restare ghettizzati in agglomerati di cemento dove neanche il sole riesce a filtrare, e per chi invece vede, e denuncia non resta che rassegnarsi a vivere nel terrore, minacce e ritorsioni sono l’unica ricompensa che arriva, le istituzioni la titano.