Il comportamento sconsiderato e violento di qualcuno ha fatto calare un alone di tensione, forse alimentato ad arte, sul girone H del campionato di serie D. Una situazione che travalica ben oltre i confini dello sport, che si aggiunge al fatto che le due contendenti alla promozione in Serie C2, Aversa Normanna e Barletta, sono divise da un solo punto in classifica e si giocheranno il tutto per tutto all’ultima giornata.

L’Aversa è prima a 71 punti e domenica disputerà l’ultima gara di campionato a Bitonto, la squadra pugliese è reduce da un’esperienza negativa che si è consumata domenica a Gragnano, dove il centrocampista della compagine pugliese Vincenzo Manzo, sarebbe stato aggredito nel sottopassaggio prima di entrare in campo e subito dopo è stato portato in ospedale per accertamenti, tanto che la partita è iniziata con 20 minuti di ritardo, ha raccontato ai giornalisti: ‘Ci hanno aggrediti con calci e pugni. Volevano convincerci a far vincere loro la partita, poi sono intervenute le forze dell’ordine’. Una certa stampa pugliese approfittando di questo grave episodio ha iniziato a marciarci dentro, qualcuno addirittura ha iniziato a parlare di “ombra della malavita sul campionato”, se si vuole dire che chi compie atti di violenza nello sport è uno che vive male hanno certamente ragione, ma se vogliono adombrare pressioni da parte di organizzazioni malavitose, per mettere le mani avanti rispetto ad un esito sfavorevole per il Barletta, stanno giocando sporco, ciurlano nel manico. L’Espresso on line ha riferito che il Barletta ha chiesto lumi all’Ufficio indagine su presunte compravendite di partite nel campionato, queste cose si segnalano in primis alla Procura della Repubblica, altrimenti rischiano di diventare calunnie (anch’esse sono un reato). Il Barletta ha anche inviato all’Ufficio indagini della Lega, la registrazione di un’intervista rilasciata da un dirigente del Gragnano ad un’emittente televisiva. Intanto per domenica, onde evitare che i tifosi granata sulla strada per Bitonto possano incrociare i tifosi barlettani, si sta pensando a misure preventive a tutela dell’ordine pubblico: «La situazione è molto delicata, vedremo cosa diranno dall’osservatorio del Viminale, io sono preoccupato, molto preoccupato», ha detto il presidente regionale pugliese della Lega nazionale dilettanti, Vito Tisci. Sulla vicenda avvenuta a Gragnano indagano anche le forze dell’ordine, Manzo già nei giorni precedenti avrebbe ricevuto delle telefonate minatorie. «Non mi sentirei di escludere che la malavita possa intervenire anche nel pallone — dice ancora il presidente regionale Tisci”. Il dirigente pugliese parla sicuramente con cognizione di causa e per esperienza diretta, il problema della malavita organizzata non è solo campano, quando a gruppi criminali in Puglia c’è la Sacra Corona Unita, domenica si gioca a Barletta ed a Bitonto. Tisci pur operando in una regione con simili problemi, è riuscito fino ad oggi a tenere fuori certe infiltrazioni dal calcio garantendo la massima trasparenza, ma non sempre si può avere le forza di arginare fenomeni che vanno ben oltre le competenze delle autorità sportive e giustamente si preoccupano. Intanto, mentre i pugliesi parlano di criminalità dipingendo scenari da gangster, da Gragnano arrivano le ammissioni e anche le scuse per quello che hanno fatto, i giocatori coinvolti nella rissa hanno dichiarato alla testata Re Sport: “Chiedo scusa a Manzo e Marcosano (un altro aggredito ndr). Non so cosa mi è successo, ultimamente siamo troppo nervosi”, ha detto il giocatore gragnanese Polverino che insieme al compagno di squadra Salomone è stato identificato dalle forze dell’ordine. “Cercherò di contattare i due calciatori – continua Polverino – Chiederò sicuramente scusa, purtroppo ci siamo fatti prendere un po’ dal nervosismo. Ma tutto finisce qui, nessun rancore verso i calciatori del Bitonto. Siamo consapevoli di aver sbagliato”. Un fatto simile a quello di Gragnano, quest’ann è avvenuto ad Ischia in una partita tra gli isolani e il Giugliano, ma parlare di criminalità organizzata è roba da film.

Salvatore Pizzo