La quattordicesima edizione di Cibus, la più importante manifestazione nazionale dell’agroalimentare, ha segnato anche per l’edizione 2008 un successo ben oltre le aspettative degli operatori e degli stessi organizzatori. Basti considerare che si sono accreditati ben 600 giornalisti contro i 350 attesi e ben 180 sono stati i Buyer che si sono sommati ai 500 già accreditati.

Nel contesto della manifestazione di Parma, in una conferenza stampa, è stata ripristinata anche la verità in merito al finto allarme diossina che ha provocato il tracollo delle vendite della Mozzarella di Bufala. “Gli stabilimenti fieristici e le strade della nostra città, commenta Fabio Massimo Cantarelli presidente del Consorzio Agrario di Parma, i ristoranti, i locali hanno visto una autentica invasione di persone dalle lingue più disparate e dagli accenti più variegati. E non poteva che essere così in quanto l’agroalimentare non solo è un’occasione di marketing proprio dei prodotti, ma anche marketing territoriale.” Venendo ai numeri del fatturato dell’agroalimentare italiano si registra, nel 2007 ,un fatturato di 113 miliardi di euro, pari al 2,7% in più rispetto all’anno precedente. In questo l’export incide per 18 miliardi di euro pari al 6,1% in più rispetto all’anno precedente. Ma dove vengono consumati i prodotti Made in Italy? Innanzitutto nei paesi industrializzati europei e c’è da registrare il fatto che si affacciano ai mercati di riferimento delle nostre esportazioni alimentari paesi dell’est Europa, quali la Russia con il 18,6% in più rispetto al 2006, ovvero la Polonia con un 38% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Una delusione, prosegue Cantarelli, sono invece i paesi dell’area asiatica e orientale. In particolare l’India e la Cina che ancor oggi rappresentano una prospettiva più che una realtà. Questi due grandi Paesi – si apprende – infatti importano prodotti agroalimentari italiani in una quantità inferiore a quella che importa l’isola di Malta. Un esempio per renderci conto che siamo ancora a livello di promesse commerciali e non di realtà.” Di fronte a questa manifestazione che consacra la centralità di Parma nel settore agroalimentare, si registra un’assenza dalla manifestazione del 5-8 maggio scorso. Si tratta della diserzione degli importanti salumieri milanesi che puntano all’analoga manifestazione delle fiere di Milano, “Tuttofood”. “E’ una concorrenza insidiosa, conclude il presidente del consorzio agrario di Parma, per noi tutti su cui avremo modo di tornare, sulla quale il potere politico dovrà essere molto accorto per evitare che questa importantissima iniziativa quale è Cibus venga in parte scippata alla nostra comunità. E’ una diserzione questa che ci deve fare riflettere e soprattutto deve mettere in allerta le strutture politiche ed economiche della città affinché Parma resti sempre al centro del marketing agroalimentare”.

Di red