Il Tribunale del Riesame di Napoli ha messo un punto fermo, almeno in questa fase cautelare, sulla vicenda giudiziaria che coinvolge Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia originario di Mondragone. I giudici hanno confermato il divieto di dimora in Campania e nelle regioni limitrofe, rigettando il ricorso presentato dalla difesa e ribadendo la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e del rischio di reiterazione del reato.

Le motivazioni depositate a fine aprile delineano un quadro accusatorio severo. Il collegio presieduto da Elisa De Tollis parla apertamente di una “spregiudicata familiarità corruttiva”, sostenendo che Zannini avrebbe utilizzato le proprie funzioni pubbliche strumentalizzandole per un tornaconto personale. Le accuse mosse dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, spaziano dalla corruzione per l’esercizio della funzione alla falsità materiale, fino alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Nonostante gli avvocati difensori abbiano fatto leva sull’incensuratezza dell’indagato e sul fatto che si trovi già lontano dalla regione (attualmente è in Abruzzo), il Tribunale non ha ritenuto queste circostanze sufficienti a eliminare le esigenze cautelari. A pesare è soprattutto la “caratura politica” dell’indagato: Zannini non è decaduto dalla carica, ma è solo sospeso. Secondo i giudici, la sua rete di relazioni istituzionali e il ruolo politico ancora formalmente ricoperto rappresentano un fattore di rischio che “non tranquillizza affatto” circa la possibilità che vengano replicati schemi operativi illeciti.

La decisione del Riesame blinda dunque l’impianto dell’ordinanza emessa a marzo dal GIP, confermando la necessità di tenere il consigliere lontano dal territorio campano per prevenire nuovi possibili reati contro la Pubblica Amministrazione.

Ma oltre il dato giudiziario, la notizia scuote profondamente gli equilibri dell’Aversano. Sebbene Zannini sia espressione del territorio mondragonese, il suo baricentro politico è da anni radicato proprio nell’area aversana. Qui, il consigliere ha costruito una rete capillare di relazioni istituzionali e amministrative che ha influenzato le dinamiche di decine di comuni.