Gli “imprenditori” che credono che l’unico modo per far soldi nella nostra zona sia quello di costruire case, quartini brutti, sono poveretti che non hanno altre idee, poveracci, gente che devasta un territorio, che nonostante tutto ha ancora molti pregi, seppur nascosti dal disastro. Questi individui non riescono ad accorgersi che proprio gli appartamenti sono quelli fanno perdere flussi di danaro enormi, bisogna puntare sul turismo:

culturale (Aversa, Lirernum, Atella, Casaluce e quant’altro), econogastronomico (Mozzarella, Asprinio Annurca e ricette tipiche), naturalistico (Lago Patria, Ischitella, parte litoranea di Giugliano). Un tesoro che vale molti “piccioli”, putroppo questi poveri quartinari non lo sanno, straccioni arricchiti che non guardano al resto del mondo. Gli arresti di ieri sono emblematici. Per fare case brutte da queste parti si è disposti a tutto, vanno per il poco, si accontentano di pochi soldi, sporchi e maledetti. Per un piatto di lenticchie corrompono e devastano. Mentre a Giugliano scattava il blitz che ha portato dietro le sbarre ben 23 vigili urbani e 16 loro presunti clienti, che avrebbero pagato per ottenere la chiusura di occhi ed orecchi, su un altro fronte, che con la cronaca nera e quella giudiziaria non ha nulla a che vedere, Agriturist (Confagricoltura) emetteva un comunicato dal quale si legge: “L’Ufficio Enit di Tokyo, diretto da Enrico Martini, ha prontamente risposto alla recente sollecitazione di Agriturist, inviando, a circa mille interlocutori (operatori turistici e giornalisti giapponesi), un comunicato stampa di presentazione dell’agriturismo italiano, e inserendo nel sito internet di ENIT Giappone la medesima informazione”. Altrove pesano a fare i soldi in altri modi, i “nostri” sanno fare solo case che non valgono nulla, fatte in un territorio che viene deprezzato, perché le stese case, che secondo queste menti spente sono di valore, lo devastano e lo degradano. Trasformano una miniera d’oro a pattumiera nauseabonda, hanno davvero gli attributi, ragionano così: meglio un ovetto rancido oggi che una gallina ruspante domani.

Salvatore Pizzo