Giovanni Venosa, alias “Giuvann’ O’ Russo”, l’attore del film “Gomorra” coinvolto in vicende giudiziarie che riguardano il Clan dei Casalesi, per i prossimi due anni rimarrà ristretto in una casa lavoro a Modena. Venosa coinvolto nell’inchiesta relativa alle estorsioni alla darsena di Pinetamare, aveva recitato nel film tratto dall’omonimo libro, che con un’ottima operazione di marketing facilitata anche dalla risonanza mediatica dovuta alle asserite minacce che sarebbero state rivolte all’autore, ha scalato le classifiche di vendita garantendo sicuramente dei grossi introiti alla Mondadori.

Un buon affare commerciale, se si pensa che è stato ottenuto riproponendo contesti e situazioni, già da tempo raccontate decine di coraggiosi giornalisti che da anni, sfidando minacce e ritorsioni dell’organizzazione criminale più potente d’Europa, fanno cronaca nera e giudiziaria dalle nostre parti. Venosa, ben noto alle forze dell’ordine è il nipote del più noto Luigi Venosa, alias “Giggino O’ Cucchiere”, boss di San Cipriano d’Aversa. Peccato che queste interessanti notizie, non sono state fornite al pubblico che sull’onda della pubblicità dovuta al libro, ha affollato i cinema per guardare il film. Il caso ha voluto che a decidere le sorti dell’attore anticamorra detenuto per fatti di Camorra, debba essere lo stesso magistrato di sorveglianza di Modena, Angelo Martinelli, che aveva concesso la licenza a Michelangelo D’Agostino, il killer originario di Cesa, autore di 15 omicidi ed affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, arrestato a Pescara la scorsa settimana per aver ucciso, per futili motivi, l’imprenditore del settore balneare Mario Pagliaro. Il giudice dopo il delitto in un’intervista a ‘Radio 24’ ha detto di provare rimorso, ammettendo lo sbaglio di valutazione che ha compiuto. Il quotidiano “L’informazione” (edizione di Modena), riporta che il giudice ha dichiarato: “Conosco la vicenda di Venosa, ma pur essendo nella casa lavoro già da qualche giorno lo devo ancora incontrare. Nelle prossime settimane gli farò visita, una volta esaminato il fascicolo deciderò che provvedimento adottare. Spero con Venosa di non sbagliare come invece ho fatto con D’Agostino". Far lavorare persone del posto per chi da fuori viene a svolgere attività nella nostra zona è una tradizione molto radicata, fare diversamente a volte è considerato molto offensivo, ma molto offensivo, probabilmente il team di Gomorra avrà tenuto conto di questa peculiarità territoriale che a volta provoca pesanti dispiaceri.

Salvatore Pizzo