Intervista a Mario Alessi condannato per l’assassinio del piccolo Tommaso Onofri

Mario Alessi, l’individuo che è stato condannato all’ergastolo per essere uno dei due rapitori ed aver assassinato il piccolo Tommaso Onofri, ucciso a soli 18 mesi, per la prima volta dal giorno della sua detenzione, dal carcere di Viterbo ha deciso di rilasciare un’intervista, trasmessa in anteprima da Tv Parma sabato 26 luglio e pubblicata oggi per la prima volta in forma scritta per la prima volta dal Corriere di Aversa e Giugliano. La scolarità dell’individuo è bassa, quindi gli errori contenuti sono quelli dello scritto originale che Alessi ci ha fatto avere. Il bambino fu rapito a Casalbaroncolo appena fuori Parma la sera del 2 marzo 2006, era nel seggiolone in casa con i genitori ed il fratello, tutti e tre furono legati da due sequestratori, che fecero irruzione dopo aver fatto saltare l’illuminazione, avevano il viso coperto da due caschi da motociclista. Il corpicino fu trovato senza vita un mese dopo, a pochi chilometri in riva al fiume Enza, era sepolto sotto un cumulo di letame, lo uccisero qualche ora dopo il sequestro, piangeva troppo, non seppero gestirlo e stando alla condanna Alessi lo avrebbe colpito con una vanghetta. L’altro complice di Alessi, Salvatore Raimondi, è stato condannato a 20 anni con il giudizio abbreviato, è stato lui a raccontare tutto e ad accusare l’amico di aver compiuto materialmente l’omicidio. Antonella Conserva, compagna di Alessi, è stata condannata a 30 anni quale organizzatrice del sequestro, che avrebbe dovuto fruttare un riscatto pagato con i soldi che Paolo Onofri, il papà del bimbo, avrebbe dovuto prelevare sotto ricatto dall’agenzia delle Poste che dirige, ma qualcosa andò storto, e Tommy fu colpito con un vanghetta.

Lei sostiene che sia stato Salvatore Raimondi a uccidere Tommy, può descrivere la scena?

 Io lo trovai come in ginocchio con le spalle verso il fiume con il bimbo, lo teneva sulle ginocchia, e infieriva sul bimbo con una piccola vanga. Io mi trovava alla distanza di circa 4-5 metri, c’era proprio al ciglio della strada un cumulo di terra.

Antonella Conserva cosa c’entra in tutta questa vicenda?

Mia moglie non c’entra nulla, è solo una fantasia di Raimondi per tirarsi fuori dall’omicidio che ha fatto, è che Piro lo continua a credere  perchè anche Piro. Gli fa comodo questa fantasia.

Lei perchè si definisce “pentito”, lo ha detto il suo avvocato?

Io  mi sono reso pentito perchè ho capito anche se tardi di avere sbagliato, è non stata nè l’avvocatessa  ne altri a suggerirmi qualcosa.

Che cosa volevate ottenere del sequestro di Tommaso Onofri?

Volevo ottenere solo e soltanto soldi e non certo uno scempio del genere che è causato dal Raimondi

Perché è stato ucciso, quale fattore ha determinato l’omicidio?

Questa è una risposta alla quale potrà solo rispondere solo e soltanto Raimondi.

Il suo avvocato ha parlato di rispetto della persona lei lo merita?

Io il rispetto non lo merito affatto, anche se come persone potrei averne merito, ma per il gesto che ho fatto, non penso proprio.

Tutti la ritengono il “mostro” lei si sente  tale?

Io sarò per tutti anche un mostro, per io mi vedo solo un uomo al quale è stato dato l’ergastolo ingiustamente, e che mia moglie si è presa 30 anni da vera innocente è questa è la giustizia italiana, ovvero quello che ha chiesto il dottor Piro, fatela a Piro questa domanda

Lei è padre di un bambino ha il coraggio di guardarlo negli occhi?

Il fatto che io non sono mai stato presente in tutte le udienze che sono state fatte, e un esempio che io non riesco a guardare negli occhi mio figlio e anche mia moglie

Cosa prova per Antonella Conserva?

Provo solo che lei possa perdonarmi e di farsi coraggio e lottare, è innocente

Lei è stato condannato anche per stupro, come commenta il fatto che i suoi familiari, giù in Sicilia, l’hanno disconosciuta pubblicamente?

Io non ho mai fatto nessuno stupro e con i miei fratelli e mia mamma c’è un rapporto da parecchi mesi.

Lei merita la pena che le è stata data?

Io l’ergastolo lo meritavo comunque per il gesto del rapimento,  ma non mi aspettavo che mi dessero dell’assassino

Farà ricorso in appello?

Sì ricorrerò in appello per dimostrare che io non sono il mostro che tutta l’Italia pensa

Lei continua ad accusare Salvatore Raimondi, ma sotto il profilo etico morale non siete uguali?

No, non siamo uguali perchè lui si è sporcato le mani di sangue innocente e io grazie a Dio no.

Lei, grazie al suo avvocato ha ottenuto anche un’assistenza spirituale, cosa spera per il suo futuro?

Io sto cercando il perdono con me stesso se Dio me ne darà l’opportunità e non certo il perdono di Paolo Onofri, farse cercherò  il perdono  di Paola Pellinghelli.

Durante il processo lei si è rivolto alla mamma di Tommy, la procedura non lo prevede ed il giudice l’ha interrotta, cosa voleva dirle?

Scriverò una lettera al mio legale e che se lui riterrà opportuno farà pubblicare  

Cosa volevate ottenere?

Mi ripeto, almeno riguardo me volevo solo i soldi.

Intervista realizzata da Salvatore Pizzo per Tv Parma