Secondo la FLC – Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil di Parma, con il Decreto Legge 1 settembre 2008, n. 137, pubblicato in G.U., ai bambini e alle bambine il Governo porta via ore di scuola, perché si riduce l’attuale orario di lezione abbassandolo a 24 ore settimanali; porta via il tempo pieno, che sarà sostituito – al massimo e se ce ne saranno le condizioni da un po’ di ore in più, non si sa fatte da chi né da chi pagate;
e porta via insegnanti specializzati, perché si costringe un unico docente ad insegnare tutto ciò che fino ad ora viene garantito da 3 docenti appositamente formati. Riuscire a distruggere la quinta scuola per qualità al mondo rappresenta la concreta attuazione di un attacco spietato al diritto dei bambini ad avere una scuola più ricca e non più povera di opportunità. Le dichiarazioni fatte in questi giorni dal ministro Gelmini e da altri esponenti del Governo rappresentano, secondo la Cgil e la Flc di Parma, una pura propaganda per far digerire i tagli, una cortina fumogena di pseudo-psicologismi che servono a nascondere l’imponente opera di demolizione di ciò che di meglio sta dando la scuola italiana. La nostra scuola elementare è infatti ai primi posti nelle classifiche europee per i risultati di apprendimento degli alunni. Tempo pieno e moduli si sono rivelati negli anni modelli scolastici efficaci, graditi alle famiglie che hanno spesso rivendicato l’implementazione di un modello didattico/organizzativo costoso ma efficace come il tempo pieno, che si proponeva di superare i confini angusti di una relazione didattica povera e passiva, per liberare tempo per il gioco, l’espressività, l’apprendimento attivo, la ricerca, la manipolazione, le relazioni, la creatività. Tutto questo verrà a mancare, senza che nulla di alternativo venga aggiunto. Una politica totalmente in controtendenza con la piattaforma che la Cgil ha messo a punto per ridare centralità alla conoscenza e allistruzione, per offrire un futuro alla scuola italiana. Siamo di fronte ad un pessimo fumo formato da un mix di provvedimenti che guardano alla scuola degli anni ’50, alla privatizzazione della scuola pubblica e ad una netta separazione della scuola per aree geografiche. Un pessimo fumo con il quale si cerca di nascondere un autentico disastro determinato dal Decreto Tremonti che prevede un taglio di 150.000 posti nella scuola pubblica da ottenersi, di fatto, aumentando gli alunni per classe e riducendo le ore di scuola. A fronte di questa situazione anche a Parma sarà necessario definire un calendario di mobilitazione e di lotta per contrastare scelte sbagliate ed inaccettabili. La scuola reale è molto più avanzata dei suoi governanti e non accetterà questa restaurazione, né si farà convincere dalle chiacchiere di chi pensa di potersi buttare alle spalle decenni di cultura pedagogica. Occorre un deciso passo indietro verso una politica più saggia e più rispettosa, che non siadagi su spot populisti togliendo nel frattempo diritti alle famiglie e ai bambini.