(20 settembre) Il suicidio e il mistero. E’ la chiosa esplicativa di quello che è successo allo stadio comunale di Monte Marcone, amena località in provincia di Chieti. Dove si è consumato il misfatto della seconda sconfitta in due trasferte dell’Aversa Normanna, battuta dalla Valdisangro. Aversa, che ha fatto di tutto per farsi male, riuscendoci perfettamente,

aiutata anche dalle misteriose scelte della terna arbitrale in due episodi che hanno contribuito a fissare il risultato di 2-1 a favore dei padroni di casa. Il suicidio dell’undici di mister Cioffi inizia alla mezz’ora del primo tempo, quando la omai solita dormita difensiva della coppia centrale formata da Maraucci e Di Girolamo, consente al toro Memmo della ValdiSangro di involarsi, nelle larghissime maglie difensive granata, su un innocuo rinvio della sua difesa e di trovarsi a tu per tu con l’incolpevole Del Giudice, che viene battuto di destrezza. Un gol pesantissimo che cambia una gara fino ad allora dominata dall’Aversa, che aveva sfiorato il gol al 2’ con un incursione da destra di un Baylon finalmente convincente (incredibilmente sostituito nella ripresa da un pasticcione Zolfo), che non aveva trovato Ingenito pronto ad appoggiare in una rete lasciata sguarnita dl portiere della ValdiSangro, uscito a vanvera. La pressione aversana aveva prodotta al ’15 un palo di Carbone che da sinistra aveva fatto partire un esterno che si infrangeva sul palo per lo sconforto dei 200 supporters granata che avevano già abbondantemente vinto la partita del tifo con i padroni di casa. Il gol sembrava nell’aria, solo che a segnarlo erano i biancazzurri di casa. Qui i nervosissimi aversani andavano letteralmente in tilt. Più di tutti perdeva la testa Maraucci, che nella mischia che precedeva un calcio di punizione si lasciava andare ad una gomitata che vista dal guardalinee (non quello di competenza, ma quello dell’altra metà campo a quasi 50 metri di distanza) , gli faceva conquistare gli spogliatoi con un’ora d’anticipo, lasciando i suo compagni in 10 e sotto di un gol. A nulla valevano le proteste della panchina aversana che chiedeva la simulazione dell’avversario, il quale tanto finta non aveva fatto visto che doveva uscire in barella. Non contenti di ciò gli aversani si davano un’altra zappata sui piedi, quella definitiva in pieno recupero del primo tempo, quando Ottobre“la prendi tu”, Baylon, “la prendo io”, si facevano soffiare il pallone su una mischia laterale, con la palla che arrivava a Perfetti, che si inventava un gol alla Del Piero (parabola dall’angolo sinistro dell’area a scendere sul lato opposto) e fissava il risultato sul 2 a 0. Nonostante il doppio karakiri i generosi normanni provavano a rimettere in piedi la partita, consapevoli fatto di essere superiori all’avversario, e sotto la pioggia battente arrivavano al gol della bandiera con Sibilli, che segnava il rigore del 2-1, procurato da Ottobre, ormai centravanti boa, ottenuto per una spinta. Poi sotto il diluvio diventava impossibile giocare e solo la misteriosa decisione dell’arbitro, consentiva la fine di una partita che, riprendeva dopo 10 minuti di sospensione, col campo allagato, dove la palla non rimbalzava se non nell’area dell’Aversa. A completare il quadro ci si metteva pure la sfortuna col secondo palo della giornata colto da Di Girolamo su colpo di testa, che sanciva una sconfitta incredibile per quello che si era visto in campo. Intnanto dopo la partita si è saputo che la società granata ha ingaggiato come coordinatore dell’area tecnica, Enzo De Vito, avvocato avellinese, con un passato in seno alla dirigenza dell’Avellino.

 
Nicola Di Santo