(24 settembre) I carabinieri hanno bloccato beni per un valore di circa 2 milioni e mezzo di euro di proprietà di Giovanni e Cuono Pellini, titolari di una ditta che si occupa della gestione dei rifiuti. Le accuse nei loro confronti sono associazione per delinquere, disastro ambientale, traffico illecito organizzato di rifiuti, falso in atti pubblici, emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti.
I rifiuti, provenienti "da grosse aziende del Nord (Decoindustria di Cascina, in provincia di Pisa, Nuova Esa di Marcon, e Servizi costieri di Marghera, entrambe in provincia di Venezia) venivano intermediati dalle società del gruppo Pellini e poi smaltiti nei siti abusivi scavati originariamente per raccogliere Pozzolana Flegrea, ovvero sabbia per l’edilizia, (Bacoli e Giugliano) e della Igemar (di Qualiano)". I rifiuti del Nord, secondo i carabinieri, "venivano ‘intermediati’ dalle società Cepi, Recycling Italia e Rossi di Garate".