La mamma
del bambino dopo
le promesse inevase dell’assessore regionale alla Santità, Angelo Montemarano, cerca lavoro
Il piccolo Karim Hammed e la mamma Rachida da sabato sono ospitati in un’abitazione a Sorbolo, in provincia di Parma, la casa è stata messa a disposizione dalla curia tramite l’Ambasciata dei Bambini, associazione parmense che per le
feste di Natale gli ha offerto un soggiorno in un residence nella città emiliana. Karim, che dal capodanno del 2008 ha ancora un proiettile nel cervello, il prossimo 22 gennaio si recherà all’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove verrà sottoposto a delicati esami che serviranno a stabilire se finalmente potrà essere asportata quella pallottola, esplosa da un disgraziato, ancora ignoto, che festeggiava il nuovo anno a pistolettate. La decisione di andare a Firenze è maturata nelle scorse settimane, quando Karim era in un ospedale pediatrico di Lecco per seguire il suo percorso riabilitativo, da quella maledetta notte ha una parte del corpo paralizzata, parla pochissimo ed ha perso l’uso di un occhio. Dice mamma Rachida che da quel momento è al suo capezzale giorno e notte: “A Lecco è venuto a trovarci il dottor Flavio Giordano dell’ospedale Meyer di Firenze che ha preso a cuore la situazione di mio figlio, lo stesso ha fatto un medico dell’Ospedale Maggiore di Parma”. Karim è giunto nel parmense lo scorso anno, quando è stato ricoverato nel Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato (Parma) dove ha iniziato il percorso riabilitativo, e la mamma ci tiene a sottolineare la solidarietà che ha trovato nella gente del posto: le raccolta di fondi lanciata dal quotidiano Gazzetta di Parma e da privati, l’aiuto dato dall’Ambasciata dei Bambini ed il sostegno, che anche nei giorni di Natale, ha ricevuto da molta persone che si sono recate a fare visita a Karim. Un commerciante aveva messo a disposizione anche una casa per fare in modo che la famiglia si riunisse, poi questa possibilità è sfumata. Dopo Firenze la prossima tappa sarà in un ospedale bolognese, dove il ragazzino sarà sottoposto ad un altro intervento all’occhio che non riesce ad usare. Rachida ha parole sprezzanti per l’assessore alla sanità campano Angelo Montemarano, in una delle tante trasmissioni televisive che si sono occupate della tragedia, aveva detto che la Regione avrebbe aiutato la famiglia, ma per adesso la promessa rimane inevasa. Solo il comune di Trentola Ducenta ha fatto in modo che la famiglia abbandonasse quella casa di Via Forno, nel cui cortile, Karim fu colpito mentre giocava, adesso la sorella, i fratelli ed il papà vivono in un’abitazione messa a disposizione dall’ente. Sembrano lontani i giorni in cui la vita di Karim sembrava appesa ad un filo, dopo le prime cure all’Ospedale “San Giuseppe Moscati” di Aversa ed il successivo ricovero al Santobono di Napoli, dove il piccolo si svegliò dal coma, oggi sembra quasi impossibile vederlo camminare, anche se a fatica, guardare la Tv e riconoscere le persone. Rachida non ha un sostegno economico e con il lavoro del papà, che fa l’artigiano bisogna far fronte alle esigenze del resto della famiglia, per questo lancia un appello: vorrei lavorare qualche ora al giorno per guadagnare qualcosa.
Salvatore Pizzo
feste di Natale gli ha offerto un soggiorno in un residence nella città emiliana. Karim, che dal capodanno del 2008 ha ancora un proiettile nel cervello, il prossimo 22 gennaio si recherà all’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove verrà sottoposto a delicati esami che serviranno a stabilire se finalmente potrà essere asportata quella pallottola, esplosa da un disgraziato, ancora ignoto, che festeggiava il nuovo anno a pistolettate. La decisione di andare a Firenze è maturata nelle scorse settimane, quando Karim era in un ospedale pediatrico di Lecco per seguire il suo percorso riabilitativo, da quella maledetta notte ha una parte del corpo paralizzata, parla pochissimo ed ha perso l’uso di un occhio. Dice mamma Rachida che da quel momento è al suo capezzale giorno e notte: “A Lecco è venuto a trovarci il dottor Flavio Giordano dell’ospedale Meyer di Firenze che ha preso a cuore la situazione di mio figlio, lo stesso ha fatto un medico dell’Ospedale Maggiore di Parma”. Karim è giunto nel parmense lo scorso anno, quando è stato ricoverato nel Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato (Parma) dove ha iniziato il percorso riabilitativo, e la mamma ci tiene a sottolineare la solidarietà che ha trovato nella gente del posto: le raccolta di fondi lanciata dal quotidiano Gazzetta di Parma e da privati, l’aiuto dato dall’Ambasciata dei Bambini ed il sostegno, che anche nei giorni di Natale, ha ricevuto da molta persone che si sono recate a fare visita a Karim. Un commerciante aveva messo a disposizione anche una casa per fare in modo che la famiglia si riunisse, poi questa possibilità è sfumata. Dopo Firenze la prossima tappa sarà in un ospedale bolognese, dove il ragazzino sarà sottoposto ad un altro intervento all’occhio che non riesce ad usare. Rachida ha parole sprezzanti per l’assessore alla sanità campano Angelo Montemarano, in una delle tante trasmissioni televisive che si sono occupate della tragedia, aveva detto che la Regione avrebbe aiutato la famiglia, ma per adesso la promessa rimane inevasa. Solo il comune di Trentola Ducenta ha fatto in modo che la famiglia abbandonasse quella casa di Via Forno, nel cui cortile, Karim fu colpito mentre giocava, adesso la sorella, i fratelli ed il papà vivono in un’abitazione messa a disposizione dall’ente. Sembrano lontani i giorni in cui la vita di Karim sembrava appesa ad un filo, dopo le prime cure all’Ospedale “San Giuseppe Moscati” di Aversa ed il successivo ricovero al Santobono di Napoli, dove il piccolo si svegliò dal coma, oggi sembra quasi impossibile vederlo camminare, anche se a fatica, guardare la Tv e riconoscere le persone. Rachida non ha un sostegno economico e con il lavoro del papà, che fa l’artigiano bisogna far fronte alle esigenze del resto della famiglia, per questo lancia un appello: vorrei lavorare qualche ora al giorno per guadagnare qualcosa. Salvatore Pizzo