Il ministero per lo sviluppo economico ha dato il via libera agli incentivi per la produzione di energia elettrica da parte di piccoli impianti, installati in aziende agricole o stalle, alimentati a biomassa agricola come le colture energetiche, i residui di potature o letame proveniente dagli allevamenti. Il decreto introduce una tariffa omnicomprensiva di 0,22 euro/kW in conto energia, una strategia che il governo italiano ha adottato unitamente all’Unione Europea ed ad altri paesi del mondo per favorire la produzione di energia alternativa.“La rilevanza delle bioenergie”, commenta Fabio Massimo Cantarelli uno dei massimi esperti di legislazione agroalimentare, “non deve far trascurare l’importanza della produzione agricola destinata all’alimentazione”. Prossimamente l’Italia ospiterà il G8 ed il tema dell’agricoltura e della destinazione dei prodotti agricoli sarà uno degli argomenti centrali del dibattito poiché si è ritenuto che la produzione di energia alternativa distogliesse derrate ad uso alimentare. “Il tema può essere analizzato non in termini rigorosamente contrapposti” dice Cantarelli, che è presidente del Consorzio Agrario di Parma, “Poiché anche le produzioni alimentari concorrono alla formazione di quella energia che serve all’uomo per vivere così come le bioenergie permettono il funzionamento di macchinari ed impianti indispensabili al benessere della popolazione”. “L’agricoltura conferma ancora una volta, e sempre più per il futuro, il suo ruolo strategico fondamentale, al centro degli equilibri economici del pianeta” conclude Cantarelli, “in quanto ha la possibilità ed il dovere di garantire stabilità sociale e politica e di bilanciare correttamente le produzioni alimentari con le filiere no food”.