L’amministrazione penitenziaria ha l’obbligo di salvaguardare l’incolumità della persona detenuta non soltanto da violenze subite da terzi, ma anche da “gesti autosoppressivi o auto lesivi”, questa la sintesi dei motivi per i quali il Tribunale civile di Milano (giudice Andrea Borrelli) ha condannato il Ministero della Giustizia a pagare 150mila euro alla madre ed alla sorella di un detenuto 30enne,
accusato del furto di uno scooter che nel maggio del 2006 si uccise nel carcere di Pavia. Si tolse la vita respirando il gas di una bomboletta acquistata allo spaccio del carcere. Una vicenda che richiama direttamente all’Opg di Aversa: il dossier "Morire di carcere" edito dalla rivista Ristretti Orizzonti, ha rivelato che all’interno del “Filippo Saporito”, nel 2008, si sono tolti la vita tre reclusi.