Un locale sulla via Emilia solitamente frequentato da signore parmensi un po’ su con gli anni, dove molte attempate bellezze del ducato si recano speranzose di lenire l’intima sofferenza, che incessante le attanaglia, dovuta al passare gli anni che allontanano dalla fanciullezza. Un posto dove attirare le attenzioni di qualche “giovanotto” che può trasformarsi in antidoto di momentanea e spensierata gioventù,
uno di quegli ambienti in cui un ragazzo dai lineamenti mediterranei può avere la facile occasione di regalare sensazioni piacevoli a qualche vivace signora della Parma “da bere”, trasformandole un umidiccio sabato sera della nebbiosa Emilia in una notte caliente, restituendola così più serena al menage familiare tante volte corredato da marito e figli. E’ questo il contesto dove è entrato in azione un 34enne di Capua, G.G., che mentre era nel locale insieme ad alcuni complici mai identificati, ha attirato l’attenzione di quattro signore alle quali al momento più opportuno avrebbe portato via le borsette: era la sera del 18 febbraio del 2007. Dopo la denuncia fu identificato dai carabinieri e qualche giorno fa il giudice monocratico di Parma Marco Vittoria lo ha condannato a 9 mesi, a difenderlo dalle accuse c’era l’avvocato Rossella Calabritto, che ben poco ha potuto fare rispetto ai precedenti dell’uomo. Il Pm Valentina Migliardi ne ha ricordati solo alcuni, tra cui una violenza sessuale compiuta a Codogno (Lodi) il 27 gennaio del 2001.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo