(Fatti emiliani visti dal Sud) In gabbia con la mascherina alla bocca e visibilmente sofferente, Parma oramai ci sta abituando ad una certa crudezza che riguarda gli immigrati, gli episodi più famosi: la prostituta di colore distesa sul pavimento di una cella del Comando dei vigili ed il pestaggio del giovane ghanese Emmanuel Bonsu. Ancor prima le coperte rubate ai senza tetto che dormivano in Pilotta e lo sgombero ad alcune famiglie con bambini,
che dormivano in uno stabile di proprietà pubblica abbandonato. Nel caso di un rumeno di 47 anni, V.T., sicuramente non c’è stata nessuna violazione di legge, ci si è semplicemente trovati di fronte agli effetti di una legge che sa essere sempre più dura solo nei confronti dei disperati. Certo l’apparenza di quell’uomo messo in gabbia strideva con l’accusa che lo ha portato alla condanna a 3 anni di carcere, aggredito dalla fame, in una giornata dello scorso agosto aveva cercato di sbarcare il lunario introducendosi in un African Market della città ducale, una volta scoperto da una pattuglia della Polizia ha cercato di fuggire brandendo un coltello nei confronti degli agenti. Il Pm Adriana Blasco aveva chiesto la condanna a 4 anni e 8mesi, ma i giudici Pasquale Pantalone, Carlo Saverio Ferraro e Valeria Montesarchio sono stati più clementi: 3 anni ed il paradosso di una multa che uno come lui non pagherà mai 1150 euro.