«In realtà, Setola (nella foto) non è mai stato un capo. Noi lo conoscevamo come un importante gregario del clan dei casalesi; un uomo pronto a tutto, un killer spietato, dedito alle estorsioni sul territorio. È cominciato a crescere approfittando della latitanza di Antonio Iovine e Michele Zagaria e della detenzione di Francesco ("Sandokan", ndr) Schiavone e Francesco Bidognetti. Solo dopo essere evaso dalla casa di cura di Pavia, Giuseppe Setola si è proposto come capo dell’ala bidognettiana del clan dei casalesi, con un programma criminale preciso quanto spietato».