Contro il processo di “destruttarzione” della scuola pubblica che nei prossimi tre anni prevede la cacciata di 87mila 341 insegnanti e 44mila 500 amministrativi, la Cgil torna a scioperare il prossimo 18 marzo. Il sindacato capeggiato da Epifani non contesta solo l’operazione mirata al licenziamento di oltre 130mila persone, ma anche il recente contratto nazionale firmato da tutti gli altri sindacati ritenendolo insufficiente.
Contro il processo di “destruttarzione” della scuola pubblica che nei prossimi tre anni prevede la cacciata di 87mila 341 insegnanti e 44mila 500 amministrativi, la Cgil torna a scioperare il prossimo 18 marzo. Il sindacato capeggiato da Epifani non contesta solo l’operazione mirata al licenziamento di oltre 130mila persone, ma anche il recente contratto nazionale firmato da tutti gli altri sindacati ritenendolo insufficiente.