In tutta Italia è in corso una guerra, da un lato le organizzazioni mafiose e dall’altro lo Stato e le fasce sane della popolazione. Dopo i festeggiamenti per la presa del killer sanguinario ci si aspettava dalla gente una reazione, invece all’indomani del suo arresto tutto è tornato come prima: nessuna reazione, nessuna presa di coraggio e visto che "morto un papa se ne fa un altro",
gli imprenditori e gli esercenti dell’intera provincia hanno abbassato la testa ed accettato il sostituto del capo stragista che per mesi ha dato lezioni di terrore. Ma ci sono luoghi dove i problemi sono maggiori, perché le persone non collaborano. Il racket delle estorsioni non da tregua agli imprenditori, a dispetto degli arresti eccellenti. Come accade da qualche mese, colpisce con frequenza impressionante anche zone lontane dall’Agro-aversano e dal litorale, epicentro dell’emergenza camorra. Ieri mattina abbiamo effettuato un tour nelle roccaforti dei clan, per sentire le reazioni dei commercianti e dell’imprenditoria. Le federazioni ed i sindacati, come la confesercenti o confcommercio, sono quasi un utopia per chi opera in quel territorio. Loro non hanno bisogno di confederazione per essere tutelati… a quello ci pensano i "mammasantissima". Il territorio è sempre presidiato dalle forze dell’ordine ma la nostra passeggiata a piedi per le strade del centro sembra essere monitorata a distanza come se qualcuno seguisse a distanza i nostri spostamenti. Entriamo in alcuni negozi: boutique di lusso di abiti e scarpe griffati, proviamo a fare qualche domanda, ma nessuno ci risponde. A loro dire nessuno paga il regalo per i carcerati. Nella roccaforte dei clan si vive bene. In effetti l’unica automobile in giro da rottamare era la nostra. Continuiamo sotto lo sguardo curioso di qualcuno che al nostro passare vocifera a bassa voce. Quelli che in gergo chiamano "i muschilli" non ci hanno mai perso di vista e quando siamo entrati in bar a prendere un caffè già erano al corrente del nostro arrivo. Al banco un anziano signore che prendeva un caffè. "Buon giorno due caffè cortesemente"abbiamo chiesto all’uomo che ci dava le spalle. Per tutta risposta, mentre il caffè dell’uomo accanto a noi era ancora fumante, ci ha detto: " Il caffè non si può avere la macchina è guasta". Sorpresi abbiamo lasciato il locale e ci siamo incamminati verso la piazza. Gli occhi ostili non ci hanno abbandonato, anzi una voce alle nostre spalle ci ha chiesto di andar via e non tornare… "la camorra non esiste". Lo Stato, le forze dell’ordine e noi cronisti abbiamo sognato: le lunghe scie di sangue, i percorsi di piombo per gli abitanti della nostra "striscia di Gaza", non esistono e non sono mai esistiti. E’ stato solo un incubo, comune. Siamo consapevoli che non si fa di un erba un fascio e che ci sono tante persone che vivono onestamente in questi luoghi. Ma essere omertosi è un pò come commettere il crimine due volte. Tacere sul crimine significa alimentarlo e allo stesso tempo calpestare la dignità umana. Dopo l’arresto di Setola non c’è stata nessuna denuncia, eppure la camorra continua a taglieggiare. Un detto nostrano recita "Cambiano i suonatori, ma la musica rimane la stessa!". E’ inutile lamentarsi delle condizioni in cui si versa oggi, se poi si fa poco o niente per uscire da questo sistema malato. Un sistema che ogni giorno si fortifica grazie alle omissioni ed ai silenzi di chi conosce e tace.
Marilena Natale
Marilena Natale