Tre fratelli e un commissario
C’ è una grande Famiglia industriale. Tre fratelli, tutti nel business dell’ elettrodomestico e abbastanza avanti con gli anni. C’ è una Regione, la cui economia dipende in buona parte dalle sorti dei diversi rami della Famiglia. Quando uno dei fratelli entra in crisi, gli altri due non sono in grado, per varie circostanze, di aiutarlo. E di colpo si rischiano migliaia di posti di lavoro. Non è la trama di un film (potrebbe esserlo), ma la sintesi della vicenda che vede protagonisti i fratelli Merloni: Francesco, Vittorio e Antonio (c’ è anche una sorella, Ester, che però non ha mai ricoperto ruoli nelle aziende). Dall’ estate scorsa Antonio, il più anziano, è in gravi difficoltà. La sua azienda, la Antonio Merloni, per tre decenni esempio di un vero e proprio miracolo italiano, è entrata in una crisi profonda, che mette a rischio 3.200 posti di lavoro, oltre 10 mila con l’ indotto, 1.600 nella sola Fabriano. Cifre da emergenza nazionale, ma per le Marche una catastrofe, come hanno subito dichiarato le autorità regionali e territoriali: preoccupate, tra l’ altro per l’ eventualità di dover affrontare le elezioni della prossima primavera in un clima di tensione sociale. Tanto più che la crisi di Antonio ha acceso i riflettori anche su Francesco e Vittorio: il primo a capo di Mts (Merloni Termosanitari), il secondo di Indesit company. Storie parallele, quelle dei figli maschi di Aristide Merloni. Tutti e tre, di fatto, spin off del fondatore, hanno diviso le loro strade nel lontano 1975: Vittorio creando la Merloni Elettrodomestici, poi ribattezzata nel 2005 Indesit, dal nome del brand più affermato sui mercati internazionali; Francesco puntando sul termosanitario e creando Mts group; Antonio affermandosi come terzista di elettrodomestici. Tuttavia, oggi le aziende dei fratelli Merloni hanno in comune soltanto l’ obbligato (dall’ età dei leader) passaggio alla terza generazione. Antonio, 87 anni, a giugno ha ceduto la carica di presidente alla figlia Giovanna, appena trentenne; Francesco, 82 anni, ha da tempo nominato suo figlio Paolo, classe 1968, amministratore delegato del gruppo, con ottimi risultati. Vittorio, infine, 75 anni, la scorsa primavera ha scelto fra i suoi quattro figli il quarantenne Andrea (il più giovane, assieme al gemello Aristide) come futura guida del gruppo, nominandolo vicepresidente e riservando per sé un ruolo sempre più defilato. Il ruolo forte della terza generazione è assicurata anche dalla presenza in cda di Antonella, la figlia mediana, alla quale da luglio si è affiancata la maggiore, Maria Paola, attualmente parlamentare del Pd: un ritorno che punta a sottolineare, anche verso l’ esterno, il coinvolgimento diretto di tutta la famiglia in azienda. Ma va ricordato anche che da tempo la Indesit è saldamente in mano ai manager: negli anni si sono alternati al timone nomi del calibro di Francesco Caio, Andrea Guerra, fino all’ attuale Marco Milani. Quinto nel mondo e secondo in Europa, fino a non molto tempo fa il gruppo accarezzava il sogno ambizioso di diventare il numero uno europeo (come sarebbe piaciuto moltissimo al patron Vittorio). Oggi la situazione è un po’ cambiata: e se anche quest’ anno i conti saranno decisamente buoni, il 2009 si prospetta difficile per tutti. La crisi internazionale e la contrazione dei consumi non distolgono però dalla ricerca di altri partner esteri: una acquisizione è attesa nei prossimi mesi nella vasta area di florido mercato che si estende tra Brasile, India e Cina. Nelle intenzioni, dovrebbe essere la prima operazione firmata dal delfino Andrea Merloni, che potrebbe così indossare, a tutti gli effetti, i galloni di leader del gruppo. Ma in una prospettiva di più lungo periodo, tuttavia, il destino di Indesit non potrà che essere quello di confluire in un gruppo più grande, realizzando una alleanza che vedrebbe la famiglia di Fabriano in una posizione di maggioranza relativa. Ipotesi più che probabile, e forse inevitabile, in un settore dove regnano ormai solo cinque sei colossi e dove i minori sono costretti a crescere o a sparire. Una strada verso la crescita è allo studio anche per Mts, che punta a una diversificazione dell’ attività espandendosi nel settore delle energie rinnovabili e verdi: vero e proprio filone d’ oro che si sposa benissimo con le attuali mission del gruppo. Diversa, invece, la sorte della Antonio Merloni, dove proprio il tentativo di crescere sul mercato, imponendosi con due brand propri, ha finito per azzoppare l’ azienda. Dopo mesi di travaglio, e l’ inutile ricerca di qualche cavaliere bianco che intervenisse a salvare la situazione, il più anziano dei Merloni è stato costretto a ricorrere alla legge Marzano, concessa il 14 ottobre scorso dal ministro Claudio Scajola. Ora dell’ azienda si occuperanno i tre commissari nominati dal governo: Massimo Confortini, Antonio Rizzi e Silvano Montaldo. Quanto ai fratelli Vittorio e Francesco, non hanno ritenuto di poter intervenire: le leggi del mercato, si sa, non sempre sono compatibili con i legami famigliari. ***** MTS GROUP (Merloni Termosanitari) Proprietà: famiglia di Francesco Merloni Presidente: Francesco Merloni. Ad: Paolo Merloni Mts group è un’ azienda internazionale per la produzione e commercializzazione di una gamma completa di prodotti, sistemi e servizi per il riscaldamento dell’ acqua e dell’ ambiente, principalmente con i marchi Ariston, Chaffoteaux, Elco, Cuenod e Thermowatt. Fondata nel 1975 da Francesco Merloni, che prosegue così l’ attività di produzione di scaldacqua avviata dal padre Aristide nel 1957. Oggi vanta una posizione di leadership mondiale nel mercato del riscaldamento. 24 stabilimenti in 10 Paesi 44 filiali in 24 Paesi 7.200 dipendenti 7 milioni di pezzi prodotti nel 2007, di cui 6 milioni di scaldacqua 1,2 miliardi il fatturato 2007, di cui il 16% in Italia, il 45% nell’ area Ue e il 39% extra Ue. ***** ANTONIO MERLONI spa Proprietà: famiglia Antonio Merloni Presidente: Giovanna Merloni Il gruppo è presente con proprie società o filiali sui principali mercati europei e mondiali (Italia, Germania, Austria, Francia, Gran Bretagna, Polonia, Serbia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Estonia, Lituania, Ucraina, Repubblica Russa, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Stati Uniti d’ America, Australia, Spagna, Portogallo e Benelux) e, attraverso distributori, nel resto del mondo. Dopo essersi caratterizzato come produttore per conto terzi, negli ultimi anni Antonio Merloni ha puntato su due marchi propri, Asko, rilevata nel 2000, e Ardo. Del gruppo fa parte anche Tecnogas. 873 milioni il fatturato 2007 6 stabilimenti in Italia 5.300 il numero dei dipendenti, di cui 3.200 in Italia, 1.600 a Fabriano 3,8 milioni i pezzi prodotti in un anno 500 milioni di indebitamento, di cui il 50% verso fornitori ***** INDESIT COMPANY Presidente: Vittorio Merloni Vicepresidente: Andrea Merloni. Ad: Marco Milani Indesit company è il secondo produttore in Europa per quota di mercato (14% circa) e il quinto nel mondo. Ha circa 17 mila dipendenti. Produce elettrodomestici con i marchi Indesit, Hotpoint Ariston e Scholtès. Previsioni per il 2008: fatturato di circa 3% e risultato operativo (ebit) fra 10 e 20% rispetto all’ esercizio 2007. A cambi costanti, i risultati attesi sono una crescita dell’ 1% dei ricavi e un livello record del risultato operativo (ebit) con un incremento tra piu’ 10 e piu’ 20% rispetto al 2007. 17 stabilimenti in Europa e nel mondo 17 mila il numero dei dipendenti 16 milioni gli elettrodomestici prodotti all’ anno 3,4 miliardi di euro il fatturato 2007 1,52 miliardi il fatturato del primo semestre 2008
Nunzia Penelope
(31 ottobre 2008) – Il Mondo
http://archiviostorico.corriere.it/2008/ottobre/31/Tre_fratelli_commissario_mo_0_081031064.shtml