L’albero e il cielo, è questo il titolo dell’ultima fatica editoriale di Gennaro Costanzo. Il volume è stato presentato sabato alla Pro Loco di Aversa. L’autore dice che “E’ un grido contro l’assassinio dei ghiacciai, l’inquinamento che avanza, la bomba demografica. Ma è anche un libro di storie: di Tiblis che è caduto nel dolore del divorzio e della depressione, da cui fortunatamente ne esce dopo l’incontro con Baldassarre e il suo modo di vivere.È la forza che la luce che può dare la solitudine di vita ai margini di un ghiacciaio. È le liti tra Mida e Nicola: un amore profondo anche se assai instabile. È l’emozione della maternità che riempie l’animo di Natì. È la ricerca del vero comunque e dovunque. È il bisogno di tutti noi di incontrare l’armonia”. Gennaro Costanzo (1938) ha pubblicato quattro libri, il primo nel 1980. Ha impiegato tre anni per scrivere “Raggi di Sole”, lo stesso per “Mare”. Per “I Figli di Dio” invece ha impiegato quasi 22 anni e meno di due per “L’Albero e il Cielo”: il capolavoro. Tutta questa disomogeneità e dilatazione dei tempi perché il Costanzo dice che scrive solo quando si sente ispirato, solo quando crede, solo quando è la sua mano e la sua penna che lo trascinano e non il suo cervello.
(Edizioni Pendragon ed.2008; formato 14×21 confezione brossura.Pagine 310; Collana Melusina)
(Edizioni Pendragon ed.2008; formato 14×21 confezione brossura.Pagine 310; Collana Melusina)