Sono quindici le persone indagate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, che nell’ambito di un’inchiesta relativa alla presenza del Clan dei Casalesi nella città emiliana ha arrestato cinque persone. I reati contestati dai Pm Silverio Piro e Lucia Musti vanno dalla corruzione al falso ideologico e materiale commesso da pubblico ufficiale, aggravati dalla partecipazione ad associazione di stampo camorristico.
Due delle persone fermate sono assistenti capo della polizia penitenziaria, che avrebbero agevolato alcuni detenuti affinchè potessero impartire direttive al Clan anche dall’interno del carcere. Secondo quanto emerge dall’inchiesta i Casalesi detenuti a Modena avrebbero addirittura cercato di avvicinare anche il direttore e i responsabili sanitari del carcere, ma in questo caso non ci sono riusciti. Poi riferendosi ad un magistrato, in un’intercettazione telefonica dice un affiliato all’organizzazione: ‘Non ne vuole sapere proprio dei casalesi… eppure lo dobbiamo buttare con la testa sotto, quello lo deve capire… deve passare quel guaio, deve passare quello…”. Secondo le accuse uno dei due agenti arresti avrebbe fatto avere a tre detenuti messaggi dall’esterno; permesso colloqui ad un detenuto in numero superiore al consentito, cancellando le prove di quelli già fatti e consentito l’ingresso nel carcere di persone non autorizzate. In cambio avrebbe ottenuto la partecipazione in una bisca clandestina a Carpi (Modena). Il suo collega avrebbe fatto entrare nel carcere beni di varia natura, compresi lettori Mp3, e messaggi. I detenuti interessati dallo speciale trattamento sono cinque.

Questi i nomi delle persone sottoposte a fermo nell’inchiesta condotta sul ‘clan dei casalesi’ dai Pm della Dda di Bologna Silverio Piro e Lucia Musti. I provvedimenti di fermo dovranno essere convalidati dal Gip di Modena:
 
R. M., 45 anni, assistente capo della polizia Penitenziaria nel carcere di Modena; N. M., originario di Caivano, 37 anni, assistente capo della polizia penitenziaria nel carcere di Modena; Carlo Di Bona, nato a San Cipriano D’Aversa, 48 anni, residente a Ravarino (Modena); Epaminonda Noviello, nato a Casal di Principe (Caserta), 53 anni, residente a Castelfranco Emilia (Modena); Ioana Ancuta Gurlui, romena, 25 anni, residente a Castelfranco Emilia. Gli indagati sono in totale 15.
 
 
 

Di red