La recente affermazione del prefetto di Parma Paolo Scarpis, secondo il quale la Camorra non sarebbe particolarmente presente nella provincia ducale, altre ad aver destato una sconvolgete sorpresa, perché gli atti d’inchiesta e le cronache degli ultimi anni sono lì a testimoniare che la realtà è ben diversa, ha avuto un effetto indiretto molto positivo:
le polemiche che ne sono scaturite hanno aumentato il livello d’interesse della gente del posto, dove molti rifiutavano di credere che esiste una filiale parmigiana del Clan dei Casalesi fatta da gente del posto, un dato che si aggiunge alla presenza “fisiologica” di elementi vicini ad altre organizzazioni mafiose. Alla riunione costitutiva di Libera, l’associazione antimafia guidata da don Luigi Ciotti, che si è tenuta nella serata di ieri (giovedì) nella sede della Comunità Betania hanno partecipato decine di persone, un fatto impensabile fino a qualche settimana fa, a Parma si tende a diffondere l’idea che la città è immune, anche se lì è capitata una delle truffe più colossali della storia, i 15 miliardi di euro bruciati dal crack Parmalat. Il promotore di Libera a Parma è il pastore della chiesa metodista Giuseppe La Pietra, assistito in questa scommessa sociale da Alessia Frangipane. Presto Libera aprirà la sua sede parmigiana in Via della Repubblica, in un appartamento che è stato messo gratuitamente a disposizione di un privato. Sono molte le associazioni che hanno aderito, e caso forse unico anche qualche impresa.
Salvatore Pizzo