65 driver e allenatori, tra cui 16 campani, sono stati sospesi dall’Unire, l’ente che per che per conto del Ministero delle Politiche Agricole e di quello delle Finanze sovrintende alle attività ippiche. Sarebbero state riscontrate delle irregolarità nel rilascio delle licenze, secondo alcune fonti avrebbero reso dichiarazioni mendaci nella presentazione dell’autocertificazione che viene allegata alla richiesta di rinnovo della licenza, spesso, come avviene in questi casi, si tratta di dati che nulla hanno a che vedere con le funzioni da svolgere, un semplice obbligo burocratico che certe pubbliche amministrazioni richiedono ma che in realtà dovrebbe essere circoscritto alla mero riscontro dell’inesistenza di elementi di incompatibilità relativi al ruolo da ricoprire.
Alcuni di questi driver in passato hanno avuto anche il merito di protestare contro la Camorra, rifiutandosi di correre perché evitare che i boss mandassero i loro scagnozzi a minacciarli al fine di falsare gli esiti delle gare, e proprio la loro protesta ha fatto in modo che vi fossero maggiori controlli sul settore, quindi oltre al danno la beffa.

Di red