La Campania è prima, Legambiente ha presentato il suo rapporto annuale ad Orta di Atella
Con 3.907 illeciti accertati contro l’ambiente, la Regione Campania è la prima delle regioni italiane nella poco invidiabile classifica per eco-reati scoperti nel 2008, qui da noi avviene il 15% delle illegalità ambientali smascherate in Italia dalla forze dell’ordine. In questi reati sono coinvolti tutti i clan campani: dagli Alfieri ai Belforte, dai Bellofiore ai Bidognetti, dai Fabbrocino agli Gionta ed ancora i La Torre, Mallardo, Mazzarella, Misso, Moccia, Nuvoletta, Iovine, Schiavone, Verde e Zagaria. Questo rimane un triste primato della nostra Regione dove, tra lo smaltimento illecito di rifiuti, l’abusivismo edilizio, il racket degli animali e le archeo-mafie, i clan dediti a queste attività si producono un reddito di alcune decine di miliardi di euro. Le storie ed i numeri della criminalità ambientale vengo raccolti ogni anno dal Rapporto Ecomafia, a cura dell’Osservatorio Ambiente e Legalità, che quest’anno è arrivato alla XXII edizione è stato presentato da Legambiente lunedì ad Orta di Atella, dove il comune è sciolto per condizionamenti camorristici, relativi anche a vicende collegate all’omicidio di Michele Orsi, amministratore di una società dedita alla gestione dei rifiuti di cui il Comune stesso era azionista. Alla presentazione sono intervenuti: Francesco Pascale –Legambiente Geofilos di Succivo, Michele Buonomo – Presidente Legambiente Campania, Francesco Provolo – Commisione Straordinaria del Comune di Orta di Atella, Raffaele del Giudice – Direttore Legambiente Campania, Irene Benassi – Giornalista Rai 1, Anna Savarese – Direttivo Legambiente Campania, Stefano Ciafani – Segreteria Nazionale di Legambiente, Donato Ceglie – Procura di Santa Maria Capua Vetere Giovanni Caturano – Comando Carabinieri Tutela Ambiente, Ferdinando Fuschetti – Corpo Forestale dello Stato, Francesca Fischetti – Direzione Investigativa Antimafia.