La situazione si sta facendo pesante, i politicanti stanno tirando troppo la corda nell’attaccare la scuola. Venerdì a Roma si sono svolte due manifestazioni, quella più animata l’hanno messa in atto gli studenti delle scuole superiori e vari gruppi universitari, è partita da Piazza della Repubblica e si è conclusa davanti al ministero dell’Istruzione, dove sono state lanciate uova e urlati slogan contro il governo.
L’altra è partita da Piazza dell’Esquilino, ad aprirla uno striscione «Dignità e futuro per la scuola pubblica», davanti c’era anche una docente con una maschera bianca sul volto con su scritto «Precario» e una croce rossa sulla bocca. Le delegazioni più numerose sono arrivate da Salerno, da Napoli, dalla Calabria, dalla Sicilia, dall’Emilia Romagna. Piero Bernocchi, segretario dei Cobas Scuola ha dichiarato: «La nostra è una manifestazione per la scuola ecco perché non partecipiamo a quella per la libertà di stampa, che è rispettabilissima, ma che è una protesta che riguarda un’altra cosa». Il corteo, prima di arrivare davanti al Ministero in Viale Trastevere, ha attraversato via Labicana, via dei Fori Imperiali e piazza Venezia. «In Italia stimiamo 120 mila docenti precari a cui si deve aggiungere tutto il personale Ata. Di fronte al dramma che stanno vivendo queste persone il governo deve fare marcia indietro, stabilizzare e ritirare i tagli alla scuola», ha detto il segretario generale Flc – Cgil Mimmo Pantaleo. Intanto a testimonianza di quanto la situazione sia pesante, a causa del fatto di voler cancellare 120mila posti di lavoro in tre anni, tra docenti e non docenti, quattro precari della scuola sono saliti sul cornicione dell’ufficio scolastico provinciale di Caserta minacciando di lanciarsi nel vuoto, tra loro anche due collaboratori scolastici che avevano un incarico annuale a Brescia, hanno deciso di inserirsi nelle graduatorie del personale Ata della provincia di Caserta, convinti di ottenere un nuovo incarico. Solo dopo molte ore sono stati convinti a desistere.
Salvatore Pizzo