Stop dalla Regione ai Centri di riabilitazione e crescono vertiginosamente le polemiche. Prosegue il braccio di ferro tra i centri di riabilitazione campani e l’Assessorato alla Sanità della Regione Campania, ma soprattutto si alza il grido di protesta di migliaia di famiglie, che stanno vivendo in questi giorni il dramma di sapere i propri figli abbandonati al proprio destino, privati del loro sacrosanto diritto ad essere curati.
E di tanti addetti ai lavori che rischiano il licenziamento. Com’è ormai noto tutti i Centri di riabilitazione della Regione saranno costretti a chiudere i battenti entro la fine del mese in corso. Per quelli appartenenti alla A.S.L. la data è stata fissata per il prossimo 18 novembre a causa della indisponibilità dei fondi inizialmente previsti per la spesa sanitaria, nel bilancio regionale del 2009. Essi hanno sede a Frignano, Trentola Ducenta ed Aversa. In altre parole, siamo di fronte all’ennesima prova di irresponsabilità da parte della Regione Campania, la quale continua a barricarsi dietro numeri e carte bollate di fronte alla gravità della vicenda, che coinvolge migliaia di bambini, bisognosi di terapie quotidiane e di proseguire i progetti riabilitativi, loro assegnati – ed è questo il paradosso – dalle stesse A.S.L. di appartenenza. In buona sostanza, da una parte si riconosce la necessità di cura e dall’altra si bloccano le prestazioni a causa dell’esaurimento dei fondi. La situazione è trapelata in tutta la sua tragicità in seno all’incontro, tenutosi lo scorso venerdì 13 novembre a Caserta (località Puccianello), presso la sala teatro “Caserta Città di Pace”, al quale hanno preso parte: il presidente dell’A.S.P.A.T., Pierpaolo Polizzi; il vice presidente dell’A.N.I.S.A.P, Mariniello; il presidente del C.O.D.A.C.O.N.S Maurizio Gallicola; nonchè Piombino, presidente del “Comitato per le terapie ai bambini”. Quest’ultimo ha precisato che: “La conseguenza delle decisioni della Regione è che coloro i quali potranno permetterselo potranno proseguire le terapie con i propri soldi, chi invece non ha le possibilità economiche per farlo – ovvero la stragrande maggioranza – si vedrà costretto ad interrompere i trattamenti riabilitativi. Pertanto, il Comitato ha diffidato il sub commissario governativo, il Commissario Bassolino, il Dirirgente dell’Asl ed il responsabile del servizio liquidazioni a porre in essere gli atti del proprio ufficio per evitare quello che legalmente è una interruzione o una sospensione del pubblico servizio”. Nei giorni scorsi, il Coordinamento delle Strutture Riabilitative Casertane, (che comprende anche quelle Aversane) in collaborazione con l’associazione di categoria A.S.P.A.T. (Associazione Sanità Privata Accreditata Territoriale) – la più rappresentativa per numero di iscritti in Regione Campania – ha mosso l’allarme: “Rimangono senza assistenza ambulatoriale e domiciliare tutti i pazienti della fascia evolutiva e i pazienti con gravi disabilità, anche con postumi da ictus”. E’ bene anche precisare che la parziale apertura da parte del sub commissario Zuccatelli circa il reperimento dei fondi regionali di ulteriori dieci milioni di euro da destinare ai pazienti in regime di convitto e semiconvitto è del tutto insoddisfacente, in quanto resterebbe senza assistenza la stragrande maggioranza dei pazienti.

Di red