Un cuoco residente a Silvaplana, nel Canton Grigioni in Svizzera, è stato condannato a 3 anni di reclusione con l’accusa di essersi spacciato per maresciallo dei Carabinieri- Secondo le accuse mossegli dagli inquirenti della Procura della Repubblica di Sondrio, l’uomo un 35 enne, si presentava alle prostitute, che rintracciava attraverso gli annunci pubblicati sui giornali con lo scopo di tentare
di farsi consegnare da loro del denaro. Stando alle tesi accusatorie offriva la possibilità di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine. L’uomo fu arrestato nell’aprile dello scorso anno dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Sondrio, secondo i quali il trentacinquenne preferiva contattare perlopiù donne di nazionalità dominicana. Probabilmente approfittando della scarsa conoscenza delle leggi italiane da parte delle vittime: le informava della recente approvazione di una norma, in realtà inesistente, che vieta la prostituzione nelle case, la quale prevede una multa di 4 mila euro e l’espulsione dal territorio nazionale per le straniere. Chiedeva i soldi per “chiudere un occhio” facendo finta di non aver riscontrato irregolarità, sostenendo che fosse l’unico addetto a quella mansione nella zona di Sondrio, quindi una volta accomodata la questione la prostituta di turno poteva ritenersi tranquilla. In realtà era solo un imbroglio. Stando a quanto è filtrato dall’inchiesta, talvolta avrebbe chiesto anche prestazioni sessuali gratuite. A far aprire le indagini è stata la segnalazione di una delle donne contattate dal cuoco, la quale essendo regolarmente residente in Italia si è rivolta alla Questura di Sondrio per avere chiarimenti, quindi i poliziotti dopo aver appurato che sotto ci fosse qualcosa di strano, gli tesero una “trappola”: si appostarono nei pressi della casa di una delle donne che aveva contattato. Oltre ai 3 anni di reclusione, l’uomo che è originario di Albenga in Luguria, è stato condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. sp