Siamo alle solite: una professoressa riprende un suo studente e la mamma aggredisce la donna che aveva semplicemente esercitato la sua autorità, quella dello Stato, ma questa volta sono scattate le manette. Il fatto è accaduto pochi giorni fa all’Istituto alberghiero di Cingoli (Macerata). Il ragazzo dopo il provvedimento dell’insegnante si sarebbe chiuso in bagno, tanto che il personale scolastico è stato costretto a chiamare i carabinieri per farlo uscire, ma i genitori non hanno gradito e, stando alle ricostruzioni dei fatti, avrebbero espresso il disappunto con veemenza.
Quindi come è ovvio che fosse, la docente è andata dai carabinieri per denunciare il genitore che l’avrebbe minacciata: un pubblico ufficiale è tenuto a farlo, altrimenti risponde di omessa denuncia. All’uscita dalla caserma l’insegnante si sarebbe imbattuta nella madre dello studente che, stando a fonti giudiziarie, l’avrebbe aggredita fisicamente. La donna è andata al pronto soccorso, dove le è stata prescritta una prognosi di tre settimane, in quell’occasione la stessa madre violenta ha anche aggredito i carabinieri che l’hanno arrestata: le accuse sono lesioni personali gravi, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. "Ero esasperata per non aver avuto spiegazioni chiare sui rimproveri mossi a mio figlio e sulla presenza dei carabinieri". Si sarebbe giustificata con queste parole, la donna di 42 anni, che poi è stata scarcerata dopo qualche giorno e davanti al giudice si è anche scusata con la professoressa, ma questo non eviterà il processo. Elio Carfagna, preside dell’istituto ha detto che saranno gli organi collegiali a decidere se la scuola dovrà costituirsi parte civile nel processo, si sta anche valutando se segnalare o meno al tribunale dei minori il comportamento dello studente, che dall’inizio dell’anno è già stato sospeso quattro volte. Salvatore Pizzo