La recente nomina di Dacian Ciolos a Commissario per l’Agricoltura all’Unione Europea ha subito riscosso le simpatie generali dei parlamentari e degli addetti ai lavori. Di lui ha parlato bene la politica; il nostro ministro Zaia gli ha riconosciuto il merito di essere il più meridionale dei possibili ministri dell’agricoltura dell’Unione Europea e così anche rappresentanti del mondo
sindacale che hanno apprezzato il suo atteggiamento liberale in materia di OGM. Altri invece hanno apprezzato il fatto che il neo Commissario abbia assunto una posizione favorevole ai sussidi comunitari con una sfumatura tendente a privilegiare anche i sussidi finalizzati allo sviluppo rurale. Come rivela lo stesso nome di battesimo che evoca l’ antica provincia imperiale romana, Dacian Ciolos, è il primo Commissario all’Agricoltura che proviene da un Paese dell’Est, la Romania, ed anche il più giovane. E se è lecito trarre, dagli aspetti apparenti, elementi di riflessione sostanziale la nomina del prof. Dacian, un rumeno di ispirazione liberale, è sintomo del fatto che la nuova Europa, quella uscita dall’ incubo comunista, si fa avanti occupando posizioni importanti dal punto di vista politico nella prospettiva di una sempre maggiore rilevanza, per ora principalmente in campo agricolo, delle imprese dell’Est. E questo aspetto è un passaggio fondamentale sul quale le nostre imprese, agricole e non, dovranno fare i conti nei prossimi anni.

Fabio Massimo Cantarelli Presidente del Consorzio Agrario di Parma