‘Una mimosa per l’ambiente’, il premio che ogni anno viene conferito dall’Associazione Donne è ambiente quest’anno è stato conferito a Rosaria Capacchione, la cronista de Il Mattino, nota per il suo impegno professionale nella lotta alla camorra. La Capacchione, che vive sotto scorta in quanto è stata minacciata più volte dal Clan dei Casalesi, ha ritirato il riconoscimento a Parma nell’ambito di un incontro che si è tenuto nella sede dell’Unione Industriali. Nel suo intervento ha illustrato quanto purtroppo emerge continuamente dagli atti giudiziari, circa i legali che segmenti dell’economia emiliana hanno intrecciato con la famigerata organizzazione criminale. Rosaria Capacchione, rispondendo alle domande del pubblico, ha parlato anche delle cosiddette ecomafie, in particolare dei rifiuti tossici che dal Nord sono stati fatti arrivare anche nella nostre terre, grazie ad imprenditori che affidandosi alla Camorra hanno smaltito i residui industriali in maniera sbrigativa inquinando il territorio. Adesso questo flusso dal Nord verso la Campania pare si sia fermato a causa dell’attenzione dovuta alle inchieste, ma Rosaria Capacchione, riferendosi ad alcuni contatti avuti con ambientalisti tedeschi, ha fatto notare di aver “avuto segnalazione di sversamenti di fusti tossici nella Foresta Nera” in Germania. Un’inquietante traccia quella illustrata dalla giornalista che sarà certamente utile per gli inquirenti.
s.p.
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