La millenaria Diocesi di Aversa, retta dall’Arcivescovo Mario Milano, pare avere aderito anch’essa alla casertanizzazione della nostra realtà, eppure una parte del nostro territorio, atellano e giuglianese, è stato sempre libero rispetto a quella località, segno che qui da noi “Caserta” è un equivoca forzatura. E’ ancor più grave che durante la campagna elettorale per un ente che pretende di avere potestà
anche nel nostro territorio, la chiesa si mette a ricevere i candidati, dovrebbe essere super partes, eppure ci è arrivato un comunicato stampa di questo genere: “Nella giornata di ieri il candidato presidente del Movimento "Speranza Provinciale" ing. Giuseppe Vozza è stato ricevuto dal vescovo di Aversa Mons. Milano. Nell’incontro molto cordiale l’ingegnere Vozza ha presentato i punti fondamentali del Programma Elettorale di "Speranza Provinciale" e il "Codice Etico" per le elezioni provinciali. L’ingegnere Vozza era accompagnato da alcuni candidati: Luigi Di Santo dell’Univeristà di Cassino, Giorgio Catena della Comunità di Vita Cristiana "Oscar Romero" di Sant’Arpino e da Cristina Tecame figura molto nota per le azioni di difesa civile a favore delle persone in difficoltà della città di Aversa. Mons. Milano ha assicurato che avrebbe dedicato particolare attenzione alla lettura del Programma e del Codice Etico”. Questi signori sono candidati a Caserta perché non se ne vanno dalle loro parti e parlare delle faccende politiche con il loro Vescovo?
Salvatore Pizzo