In piena campagna elettorale vengono annunciati finanziamenti a go go per l’istruzione privata, a quella pubblica sottratti la bellezza di 8 miliardi di euro. Migliaia di insegnanti senza stipendio, altre migliaia licenziati

In giro per l’Italia ci sono insegnanti che non prendono lo stipendio a causa della mancanza di fondi a disposizione delle singole scuole, le quali fanno sempre più fatica a funzionare correttamente, mentre è in corso un attacco alla scuola ed alla classe insegnante senza precedenti, con un piano triennale che sta espellendo dal sistema scolastico circa 132mila docenti e non docenti, l’avvocato del foro di Brescia Mariastella Gelmini, Ministro, pro tempore, della Pubblica Istruzione pensa bene a preoccuparsi delle scuole di proprietà privata, qualche giorno fa ha così dichiarato ad “Avvenire”, quotidiano dei vescovi italiani: ”Più coordinamento tra gli interventi regionali e quelli dello Stato, un insieme equilibrato di misure per garantire la stabilità e la continuità di lavoro delle scuole paritarie”. ”Fissare il nuovo quadro normativo, dalla legge ai regolamenti attuati, è stata la priorità di questi anni. Dal punto di vista economico non bisogna dimenticare che si e’ ‘traghettato’ il sistema delle parifiche nel nuovo regime delle convenzioni per le scuole primarie con un finanziamento significativo assicurato per ogni classe (19mila euro per classe) e per il sostegno dell’handicap. Stiamo studiando come estendere l’intervento a tutto il primo ciclo di istruzione”. Gelmini ritiene che: ”Bisogna uscire dalla stucchevole distinzione tra scuola pubblica e scuola privata. La scuola, anche quella paritaria, è sempre pubblica. In questo senso dobbiamo lavorare per un maggior coordinamento degli interventi nazionali e regionali per garantire pari opportunità a tutti gli studenti e salvaguardare le priorità che ogni governo regionale intende darsi”. Gelmini ha anche sottolineato che: ”Occorre un insieme equilibrato di misure che siano, da un lato, centrate sul sostegno alla persona dello studente e alle famiglie, e dall’altro, in grado di garantire la stabilità e la continuità del lavoro delle scuole”. In pratica il Pdl e la Lega hanno fatto una chiara scelta politica, dire che queste sono priorità in piena campagna elettorale è una presa di posizione della quale dovranno tenere conto i familiari di quelle 132mila persone licenziate ed i genitori di quei bambini e ragazzi che frequentano le scuole pubbliche, messe deliberatamente in difficoltà. La parola ai cittadini elettori.
Salvatore Pizzo