Il giornalista Gianluigi Guarino è nel carcere di Benevento da quasi un mese, ma nessuna grande firma del giornalismo italiano sta facendo nulla per porre all’attenzione dell’opinione pubblica il suo caso. Probabilmente è l’unico giornalista occidentale attualmente in galera a causa del contenuto di alcuni articoli di giornale, ma siccome il nome di Guarino non serve a creare speculazioni pubblicitarie utili a questo o a quel personaggio bisognoso di promuoversi mediaticamente, il suo dramma è facilmente caduto nel dimenticatoio.
Guarino a causa di vari articoli pubblicati tra il 2004 e il 2005 da uno dei giornali di cui è stato direttore responsabile, il Corriere di Caserta, ha subito cinque condanne per “omesso controllo”, per questo deve scontare tre anni e un mese. Ciò in un paese in cui non è raro trovare pregiudicati di ogni sorta anche in alti livelli istituzionali. Poco sta facendo l’Ordine dei Giornalisti, poco sta facendo il sindacalismo, certo hanno emesso dei comunicati di circostanza per esprimere solidarietà, ma si sono fermati lì. Eppure lo hanno ammanettato lo stesso giorno in cui i giornalisti italiani protestavano contro la cosiddetta "legge bavaglio”.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo