Mentre migliaia di insegnanti vengono cacciati dalla scuola pubblica dopo essere stati tenuti in servizio per più lustri, con contratti a termine, l’avvocatessa lombarda Mariastella Gelmini in un’intervista al Corriere della Sera, ha detto che la Fiat fa bene a non far lavorare i tre dipendenti dello stabilimento di Melfi reintegrati dal giudice dopo il licenziamento, ma ai quali, per adesso, l’azienda è
disposta a corrispondere lo stipendio senza fargli svolgere le loro mansioni. Mentre Gelmini, che è anche Ministro della Pubblica Istruzione, diceva queste cose, nel settore di cui lei è formalmente responsabile monta la rabbia delle persone cacciate via dalle scuole, circa 130mila in tre anni: a Palermo e Pordenone, ci sono insegnanti e tecnici amministrativi che fanno lo sciopero della fame, a Caltanissetta è stato occupato l’ex provveditorato agli studi, che adesso i sado – burocrati che infestano le istituzioni hanno battezzato con l’astruso nome di “ambito territoriale”, altre manifestazioni di protesta sono state organizzate a Cosenza, Roma, Torino e Caserta. Intanto si è saputo che la Cgil presenterà una querela contro Mariastella Gelmini, lo ha detto Guglielmo Epifani. Parlando dei contratti, infatti, Epifani ricorda una precedente intervista del ministro allo stesso quotidiano, nella quale l’avvocatessa sottolineava che ”per la Fiom e la Cgil gli imprenditori andrebbero messi tutti al rogo”. Una frase – sottolinea il leader della Cgil – ”per la quale credo che andrà querelata”.
Salvatore Pizzo