Anche quest’anno Lago Patria si è animata per un’antica tradizione tornata alla ribalta dopo anni di dimenticanza. A riproporre la festa nel 2007, furono le famiglie eredi dei pescatori del lago, un piccolo gruppo di famiglie, che sessant’anni fa, ricavavano di che vivere dall’abbondante pescato del “lago a forma di cuore” in cui proliferavano cefali ed anguille, commercializzati sui mercati dei
Comuni limitrofi. Al lago a "forma di cuore" sono legate tante storie specialmente a partire dal dopoguerra quando il lago Patria era vivo e dava da vivere all’intera città di Casapesenna che, nonostante fosse un paesino dell’interno, aveva una grande tradizione di pescatori che pescavano abbondantemente tutti i giorni organizzando battute di pesca. Qualche anziano "patriese" ricorda ancora il modo che avevano i pescatori a bordo delle barche di “accerchiare” il pesce e chiudere la battuta che rappresentava anche un modo per continuare tradizioni antiche di un luogo che aveva eletto il lago Patria a proprio mare. Con la manifestazione della “Festa della Madonna del lago” si intende rispolverare un forte legame con il passato di cui la zona è pregna di testimonianze. Sotto la superficie lacustre, infatti, abbondano i reperti archeologici della colonia romana insediata sulle sponde del lago di cui restano abbondanti reperti, che si stanno tentando di rivalutare con il parco archeologico di Liternum ancora in via di completamento. Intanto sulla superficie ogni giorno sfilano i canottieri che si allenano scivolando eleganti e leggeri a pelo d’acqua dove non è difficile imbattersi in cormorani, folaghe ed altri volatili acquatici che scelgono il lago per le loro migrazioni. “La Madonna del lago” una statua posta sull’unico scoglio del lago, vigila sugli sportivi e sui pescatori che solcano le acque del lago Patria. La Vergine Maria venerata nella chiesetta della Sacra Famiglia è la copia di quella accolta nel santuario mariano di Casapesenna meta di pellegrinaggi da ogni parte del mondo e punto di origine degli antichi pescatori del lago.
Angela Fabozzi
Angela Fabozzi