I parenti di Giuseppe Guerra, 43enne di Frignano, detenuto perchè appartenente al Clan dei Casalesi, hanno fatto affiggere manifesti a Frignano, Trentola Ducenta e San Marcellino, in cui chiariscono di prendere le distanze dal loro congiunto che insieme alla moglie Consiglia Barone ha deciso di iniziare a “collaborare con la giustizia” – hanno spiegato che con "Guerra e le sue malefatte non
hanno mai avuto niente a che vedere". Dopo l’affissione dei manifesti, i carabinieri del gruppo di Aversa hanno ordinato la rimozione di tutti i manifesti, adesso gli investigatori stanno cercando di risalire alla tipografia e alle persone che hanno ordinato la stampa dei manifesti firmati "Luigi e Salvatore Guerra e Di Gaetano Antonio, con relative mogli e figli", "Hanno il coraggio di dire e far pubblicare sui giornali cose non vere nei nostri confronti", si legge nel manifesto, in cui i familiari sottolineano di "non aver mai avuto nulla a che vedere con la sua vita e le sue malefatte, perché abbiamo sempre lavorato". Questa gente ha semplicemente paura di essere vittima di vendette trasversali da parte del Clan dei Casalesi, e cerca di portare a casa la pelle. Guerra, ritenuto vicino al boss Giuseppe Setola, nel 2005 è stato condannato a 6 anni dalla Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, nel 2009 gli hanno sequestrato beni per 120mila euro. Lo scorso maggio è stato arrestato insieme alla moglie, inoltre il 23 settembre 2009 gli è stato contestato di aver avuto un ruolo nel duplice omicidio di Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi avvenuto a San Marcellino il 12 settembre 2008. Ciardullo era stato colpevole, nel 1998 di aver denunciato proprio Guerra per il reato di estorsione, Fabozzi è stato ucciso perché testimone.

Di red