Criminalità organizzata e calcio scommesse, non è solo la nota inchiesta della Procura di Cremona a far tremare il mondo del calcio, anche se non ci sono indagati e alle società sportive del Parma e del Napoli sono considerate completamente estranee, dallo scorso agosto esiste un atto giudiziario che cita una circostanza ben precisa, avvenuta durante la partita che il 10 aprile del 2010 la squadra
emiliana vinse per 3-2 al San Paolo. Un’indagine che visti i contorni assai inquietanti, viene portata avanti nel riserbo più assoluto: i carabinieri hanno avvisato la Procura di Napoli di aver notato a bordo campo e non solo, personaggi riconducibili al clan camorristico dei Lo Russo. Ginquirenti napoletani sull’episodio hanno inviato una precisa comunicazione alla giustizia sportiva, nella missiva giunta al procuratore federale Stefano Palazzi, si legge: “Questa pg veniva a conoscenza del fatto che molte persone riconducibili al clan Lo Russo e degli scissionisti, durante l’intervallo tra primo e secondo tempo, abbiano effettuato svariate scommesse con puntate piuttosto elevate sulla vittoria del Parma. Inoltre, la fonte riferiva che in quell’occasione era presente a bordo campo Antonio Lo Russo, figlio di Giuseppe Lo Russo, storico esponente dell’omonima consorteria criminale. Non si può trascurare il fatto che, effettivamente, detta partita è terminata sul risultato di 2 a 3 in favore del Parma”. Le indagini sono in corso e considerando il quadro investigativo non sono da escludere clamorosi sviluppi.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo