“Corpi in trappola. Vite e storie tra i rifiuti”, è il titolo di un libro che fotografa la devastazione perpetrata contro la nostra Campania Felix, in esso sono esposti i dati, terribili, frutto di un accurato lavoro scientifico e le impressioni di chi direttamente “in loco” subisce l’avvelenamento continuo imposto dai lor signori criminali delle cosiddette ecomafie.
Le autrici sono Liliana Cori, ricercatrice del Cnr, e Vincenza Pellegrino, sociologa e ricercatrice dell’Università di Parma che è anche consigliere comunale nella città emiliana, dove qualche giorno fa il volume è stato presentato insieme alla nostra collega Alessandra Tommasino, che è molto attiva nelle attività di Libera, e Giuseppe La Pietra, referente di Libera a Parma, ha moderato il giornalista Maurizio Chierici. Le indagini si sono svolti nei punti maggiormente devastati dell’Aversano e del Giuglianese, dove sorgono come i funghi i siti in cui la Camorra ha sversato i rifiuti tossici che le sono stati conferiti dagli industriali del Nord che si sono così sbarazzati dei loro veleni a prezzi bassi, approfittando dei saldi offerti dai boss che per i quattrini si sono venduti anche la saluti delle loro mamme e dei loro figli. I Comuni dove sono state svolte le attività di ricerca epidemiologica e sociologica sono: Acerra, Caivano, Pianura, Giugliano, Castelvolturno, Villa Literno, Aversa, Marcianise, per quanto riguarda la prima fascia, quella più inquinata; Nola, Villaricca, Qualiano, Maddaloni, Brusciano, Mugnano, Casapesenna, Frattamaggiore. Alle persone è stato chiesto cosa sanno in merito a quello che sono costrette a subire, della percezione dei danni e sulla fiducia che hanno nel futuro. Le ricerche racchiuse nel libro partono da Sebiorec (Studio epidemiologico e di biomonitoraggio umano della Regione Campania), al quale ha partecipato Liliana Cori, ma i dati allarmanti non sono mai stati divulgati dalle istituzioni campane.
Salvatore Pizzo