Ancora una volta un “gomorrista” finisce in manette, non abbiamo mai capito come facessero a conoscere certi personaggi coloro che hanno realizzato il prodotto editoriale e cinematografico che ha catapultato a livello mondiale ciò che decine di coraggiosi cronisti locali raccontano quotidianamente, da decenni, in maniera incessante e subendo atti intimidatori degni dei peggiori scenari mediorientali. Questa volta è stato arrestato il cantante neomelodico Raffaele Migliaccio, 24enne di Casoria in arte “Raffaello”, è accusato di:
oltraggio, minacce, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma da taglio. Una sua canzone “La nostra storia”, è stata utilizzata nel film “Gomorra” tratto dal volume di cui è autore Roberto Saviano. Il giovane è stato fermato in via Sant’Anna dei Lombardi dopo avere aggredito, senza alcun motivo apparente, un vigile del fuoco, poi si è rifugiato in vico Secondo della Quercia in casa di alcune ragazze francesi. Quando gli agenti, allertati dal alcuni passanti, hanno bussato alla porta ha brandito contro di loro due coltelli, poi li ha riposti, e secondo le accuse, ha aggredito gli uomini in divisa, infine mentre lo portavano via ha aggredito anche un infermiere che era giunto sul posto per medicare il pompiere ferito. Reati “balordi” se messi a confronto con quelli contestati ad altri protagonisti dell’opera che secondo certi avrebbe infastidito il Clan dei Casalesi. Durante gli appuntamenti promozionali, si afferma che i boss vogliano uccidere il suo autore Roberto Saviano, ma non si capisce come abbiano fatto alcuni elementi di spicco del famigerato sodalizio criminale ad essere protagonisti, in prima persona, dell’omonimo film tratto dal famoso libro, se la loro stessa organizzazione odia Gomorra. Un mistero che prima o poi qualche pentito racconterà. La realtà forse è molto facile: la ribalta mediatica ai camorristi piace, perché ne aumenta lo spessore criminale agli occhi della gente, poi il film Gomorra è stato girato nella zona che i Casalesi controllano militarmente, nella loro ottica è normale che ci guadagnassero qualcosa, lì non si muove foglia che loro non vogliano, in questo caso hanno guadagnato il compenso che sicuramente avranno preso per fare gli “attori”. E’ folle pensare che questi attori di camorra, nella fiction come nella realtà, abbiano agito senza l’avallo dei boss del Clan. Si tratta di persone tuttora organiche all’organizzazione L’ultimo a finire in galera è stato Giovanni Venosa è l´attore, nipote di Luigi Venosa “Gigino O’Cucchiere” boss di San Cipriano d’Aversa , che nel film fa la parte del giovane boss dai capelli rossi. Conosciuto con il soprannome di “Giuvann’ O’ Russo” è coinvolto nell’inchiesta relativa alle estorsioni alla darsena di Pinetamare, era in una casa lavoro a Modena, per la precisione a San Giuliano Saliceto, ma secondo le accuse, anche dal modenese continuava ad imporre ad imprenditori e commercianti del nostro territorio il “regalo per i carcerati”, con lui sono finiti in carcere altri cinque, tra cui uno ritenuto molto vicino al boss-killer Giuseppe Setola. L’altro attore arrestato è Bernardino Terracciano 53 anni di Villa Literno, che nella pellicola interpretava proprio “Zì Bernardino”. L’uomo è coinvolto nell’operazione Domizia, con lui sono coinvolti la moglie del superkiller Giuseppe Setola, Stefania Martinelli. Un altro attore di “Gomorra” implicato in inchieste di Camorra è la comparsa, Salvatore Fabbrocino, il cui arresto avvenne grazie alle rivelazioni di Oreste Spagnuolo, uno dei tre presunti killer della strage di Castelvolturno catturati il 30 settembre scorso. Inoltre il giovane che nel film interpetra “Pisellino”, fu fermato dagli inquirenti, nel corso di un controllo scattato durante il banchetto nunziale di un altro personaggio in odore di Camorra. Tutte queste cose le sappiamo perché le hanno scritte decine di cronisti coraggiosi, che senza scorte e senza aver scritto “Gomorra” rischiano la pelle in silenzio. Lavorano per quei giornali che qualche big, “gomorrista” e super scortato, ha denigrato senza contraddittorio in una trasmissione di Rai Tre. Ha ragione il parlamentare Maurizio Gasparri che al momento dell’arresto di Venosa disse: “Più che per il record di incassi, Gomorra resterà alla storia come un film sfigato. Almeno per i presunti attori che vi hanno partecipato. Continuano a fioccare arresti di criminali a suo tempo stoltamente ingaggiati con ruoli da protagonista e poi ritrovati con le mani nel sacco. (…) Gomorra, sul cui valore civile non discutiamo, si sta rivelando sempre di più un film che di fatto ha finanziato dei criminali. E’ vero che andava rappresentata una verità estrema, ma era proprio necessario assumere dei delinquenti? La realtà ha veramente di gran lunga superato la fantasia. Tanto più che, come dovrebbero sapere Saviano e i produttori, c’e’ il rischio di continuare a remunerare dei camorristi”.
Salvatore Pizzo