”Valter Lavitola? Un falso amico che si è tenuto i soldi destinati a me”. Questo un passo dell’interrogatorio fiume al quale è stato sottoposto ieri pomeriggio Gianpaolo Tarantini, alla Procura di Roma, nel quadro degli accertamenti sulla presunta estorsione ai danni del presidente del Consiglio. Nel corso del lungo atto istruttorio, il cui verbale è stato secretato dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti e dal sostituto
Simona Marazza, sono state ascoltate numerose intercettazioni telefoniche.