E’ stata scoperta una nuova discarica di rifiuti tossici, provenienti dalle industrie del nord Italia nell’agro aversano, (questa volta tra Villa Literno e Castelvolturno, dopo le rivelazioni del pentito Tammaro Diana, ndr) che hanno avvelenato le terre più belle e più fertili del nostro Paese. Ora il WWF chiede al Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, di far presto con le bonifiche
tanto attese da decine di anni e mai veramente realizzate. Si deve assolutamente dare una speranza di futuro a questo territorio dell’agro aversano. Una speranza per i figli di questo territorio avvelenato da quel connubio perverso tra industriali del nord Italia e criminali locali. Non possiamo più stare a vedere o a commentare questi fatti di cronaca. Si deve far partire subito un piano per le bonifiche laddove possibile. Purtroppo siamo consapevoli che alcuni dei veleni sversati circa vent’anni fa hanno già inquinato in maniera irreversibile il suolo e altre componenti ambientali. Per tale motivo stiamo ripetendo con forza che anche l’agricoltura in questi territori deve essere trasformata da “pro-food” a “no-food”. In altre parole in queste terre malate non si devono più coltivare piante che producono frutti destinati all’alimentazione umana o animale perché altrimenti quei veleni, talvolta anche biomagnificati (cioè l’amplificazione e l’accumulo di un determinato inquinante nelle catene alimentari), li ritroveremo nei nostri cibi. Le colture cosiddette “no-food” hanno duplice convenienza in questo caso: iniziano una parziale bonifica del suolo inquinato ed offrono al contempo la continuità agroeconomica al proprietario del terreno.
Alessandro Gatto, Presidente WWF Campania