
Giovanni Maria Linguiti ( Psichiatra)
Giovanni Maria Linguiti nacque a Faicchio nel Sannio nel 1773, da Filippo e Rosa Palmieri.
Fu socio della Pontaniana di Napoli e dell’ Arcadia di Roma. Per i suoi meriti ottenne la nomina di Cavaliere dell’Ordine delle Due Sicilie e quella di Cavaliere dell’Ordine Costantiniano.
Ex- religioso dei Servi di Maria, abbandonò i silenziosi e snervanti ozi del chiostro, nei primi anni del secolo XIX. Di cuore pietoso e di mente elevata, si mostrò dotto in legge, in teologia, in filosofia ed in medicina.
Già noto per la pietà e dottrina e per la conoscenza della follia, avendo già pubblicato nel 1912 il primo volume di un erudito lavoro sulle malattie mentali, fu chiamato dal governo a dirigere la RR. Casa dei matti di Aversa. Avuto il mandato, subito si mise all’opera e, compiute le pratiche di legge, il 5 maggio 1813 aprì alla pubblica sventura la Casa della Maddalena e, poco dopo, quella dei Cappuccini al Monte nella stessa città.
Uomo così ricco di dottrina e di pietà non poteva che istruire pratiche scientifiche ed umane nel trattamento dei folli. Egli conobbe subito che la dolcezza e la bontà doveva essere il farmaco sovrano per calmare le menti invase dal delirio. In pochi mesi circa trenta individui furono restituiti alla Società.
Troncati tutti gli errori che altrove ancora dominavano la scienza in questo campo, forte dei precetti di psichiatria, Egli dettò norme tali di sollievo e di cura che la fama delle RR. Casa dei matti di Aversa ebbe grande risonanza. Ritenendo i pazzi non altro che malati, pose in pratica per il trattamento, tre grandi massime: disciplina, cura e occupazione.
E in Aversa siffatti precetti, ampiamente attuati, producevano prosperosi effetti.
E’ da notare che, tra le occupazioni liete della mente, Egli introdusse le recitazioni drammatiche e la coltivazione dei campi.
Queste utili e stupende pratiche adunque su trattamento dei folli, che iniziano con la sua direzione, dimostrano quanto Linguiti fosse versato nei buoni studi della medicina mentale.
Nel procedere con la sua “Ricerca”, intuì che la malattia risiedeva, non nello stomaco o in altri organi, come affermava l’ Esquirol e altri psichiatri, ma nel cervello.
Infatti Egli considerò e riconobbe che le facoltà mentali avevano origine nelle funzioni del cervello e, nel disordine mentale di queste, ripose la causa della follia.
Oltre il volume delle ricerche nessun’altro lavoro scientifico e statistico si ha del Linguiti, il quale dovette dedicarsi innanzitutto ad organizzare il Manicomio.
Va detto che nella sua breve vita, operò tanto. Logorato dalle fatiche della mente e del cuore, si estinse di lento morbo, il 19 settembre 1825, in Portici presso Napoli,all’età di 52 anni. — con Aversani Orgogliosi a Aversa.